"I Moschettieri": lo spettacolo teatrale di Roberta Amato al Zo Centro Culture di Catania
Nei locali di "Zō – centro culture contemporanee", a Catania, va in scena, martedì 16 novembre alle ore 21.00, lo spettacolo teatrale I Moschettieri di Roberta Amato, per la regia di Nicola Alberto Orofino, con Egle Doria, Gianmarco Arcadipane, Luigi Nicotra e Vincenzo Ricca.
I Moschettieri, ultima produzione teatrale dell’associazione culturale Madè, racconta il vissuto di "quei bravi ragazzi dei quartieri" che abitano una Catania del 2020, una città in cui si mescolano le contraddizioni della nostra esistenza.
I Moschettieri sono tre uomini: Moncada, Bummacaro e Nitta (i nomi scelti da Roberta Amato per i protagonisti di questa storia evocano i tre vialoni anonimi del quartiere Librino, simbolo di una modernità tanto bramata a parole ma mai concretizzata in azioni conseguenti), parodicamente difensori del sacro valore dello scippo, della santa pratica del pizzo, della virtuosa attività della rapina.
Chiusi in un bunker, metafora neanche troppo allusiva di una città che sembra generare figli per la propria lenta distruzione, gli spadaccini gestiscono il malaffare e la propria vita personale attraverso una finestrella, unico contatto con un mondo che loro credono esista esclusivamente per la propria soddisfazione.
I Moschettieri, ultima produzione teatrale dell’associazione culturale Madè, racconta il vissuto di "quei bravi ragazzi dei quartieri" che abitano una Catania del 2020, una città in cui si mescolano le contraddizioni della nostra esistenza.
I Moschettieri sono tre uomini: Moncada, Bummacaro e Nitta (i nomi scelti da Roberta Amato per i protagonisti di questa storia evocano i tre vialoni anonimi del quartiere Librino, simbolo di una modernità tanto bramata a parole ma mai concretizzata in azioni conseguenti), parodicamente difensori del sacro valore dello scippo, della santa pratica del pizzo, della virtuosa attività della rapina.
Chiusi in un bunker, metafora neanche troppo allusiva di una città che sembra generare figli per la propria lenta distruzione, gli spadaccini gestiscono il malaffare e la propria vita personale attraverso una finestrella, unico contatto con un mondo che loro credono esista esclusivamente per la propria soddisfazione.














