"Il bandito delle 11": il Rouge et Noir riapre con il film di Godard al Supercineclub
Dopo due mesi di lockdown da Covid-19 il Rouge et Noir di Palermo riprende il suo "Supercineclub".
Lunedì 15 giugno riapre la sala nel rispetto delle normative vigenti e ricomincia con un film-cult della Nouvelle Vague: alle 18 e alle 21 sarà proiettato "Il bandito delle 11" (Pierrot le fou, 1965) di Jean-Luc Godard con Jean-Paul Belmondo e Anna Karina. Alle 20.30 la presentazione di Gian Mauro Costa ed Eric Biagi.
Una pellicola leggendaria, da decenni uscita dalla circolazione, per la prima volta nella sua versione integrale e originale con sottotitoli in italiano. Film d'emozioni e di sentimenti in cui, però, la provocatoria sprezzatura narrativa e il ricorso accanito alle citazioni e ai collage escludono ogni partecipazione simpatetica dello spettatore
Trama: Abbandonati moglie e figli e sbarazzatosi di un cadavere, Ferdinand-Pierrot fugge con Marianne, ne viene tradito, la uccide e si fa saltare in aria. La trama poliziesca non è che un pretestuoso supporto in questo film che conclude pirotecnicamente la prima fase dell'itinerario di Godard con un'ultima, dolorante affermazione romantica che è anche una disperata dichiarazione di disorientamento.
Lunedì 15 giugno riapre la sala nel rispetto delle normative vigenti e ricomincia con un film-cult della Nouvelle Vague: alle 18 e alle 21 sarà proiettato "Il bandito delle 11" (Pierrot le fou, 1965) di Jean-Luc Godard con Jean-Paul Belmondo e Anna Karina. Alle 20.30 la presentazione di Gian Mauro Costa ed Eric Biagi.
Una pellicola leggendaria, da decenni uscita dalla circolazione, per la prima volta nella sua versione integrale e originale con sottotitoli in italiano. Film d'emozioni e di sentimenti in cui, però, la provocatoria sprezzatura narrativa e il ricorso accanito alle citazioni e ai collage escludono ogni partecipazione simpatetica dello spettatore
Trama: Abbandonati moglie e figli e sbarazzatosi di un cadavere, Ferdinand-Pierrot fugge con Marianne, ne viene tradito, la uccide e si fa saltare in aria. La trama poliziesca non è che un pretestuoso supporto in questo film che conclude pirotecnicamente la prima fase dell'itinerario di Godard con un'ultima, dolorante affermazione romantica che è anche una disperata dichiarazione di disorientamento.














