Il gioiello Liberty e la leggenda delle suore: visita e degustazione al Teatro comunale di Siracusa
Il Teatro comunale di Siracusa
L'amore per i prodotti della terra, la scoperta dei gioielli nascosti della Sicilia: da questo incontro nasce "Planeta e Tesori", iniziativa promossa dall'azienda Planeta in occasione della nuova edizione de "Le Vie dei Tesori", in programma a partire dal 14 settembre (leggi l'articolo di approfondimento).
A Siracusa le cantine Planeta organizzano il 14 settembre una visita guidata e una degustazione di vini dell'azienda nel cuore di un luogo di storia e di spettacolo: è il Teatro comunale, gioiello Liberty attorno alla cui costruzione sono legate leggende, dicerie e tormentate vicissitudini.
Il cantiere aprì nel 1866, dopo la clamorosa demolizione della chiesa e del monastero delle suore dell’Annunziata. Il terreno, di proprietà ecclesiale, venne espropriato e, tra le materie prime, furono utilizzate anche le pietre dell’antico complesso religioso. Ma i lavori, a un certo punto, vennero sospesi perché una parte del teatro risultava essere asimmetrica.
Si alimentò la voce popolare di una maledizione di quelle suore dell’antico monastero. Fatto sta che ben due autorevoli professionisti rinunciarono all’incarico: Antonio Breda e Giambattista Basile. A loro subentrò un altro celebre progettista, maestro del Liberty, Giuseppe Damiani Almeyda.
Ci riuscì, anche se con molte difficoltà, e il teatro fu finalmente inaugurato nel 1897, con il “Faust” di Gounod. Prima la visita, guidata da Patrizia Bisicchia, responsabile Eventi per il Teatro, poi la degustazione di vini guidata da un esperto.
A Siracusa le cantine Planeta organizzano il 14 settembre una visita guidata e una degustazione di vini dell'azienda nel cuore di un luogo di storia e di spettacolo: è il Teatro comunale, gioiello Liberty attorno alla cui costruzione sono legate leggende, dicerie e tormentate vicissitudini.
Il cantiere aprì nel 1866, dopo la clamorosa demolizione della chiesa e del monastero delle suore dell’Annunziata. Il terreno, di proprietà ecclesiale, venne espropriato e, tra le materie prime, furono utilizzate anche le pietre dell’antico complesso religioso. Ma i lavori, a un certo punto, vennero sospesi perché una parte del teatro risultava essere asimmetrica.
Si alimentò la voce popolare di una maledizione di quelle suore dell’antico monastero. Fatto sta che ben due autorevoli professionisti rinunciarono all’incarico: Antonio Breda e Giambattista Basile. A loro subentrò un altro celebre progettista, maestro del Liberty, Giuseppe Damiani Almeyda.
Ci riuscì, anche se con molte difficoltà, e il teatro fu finalmente inaugurato nel 1897, con il “Faust” di Gounod. Prima la visita, guidata da Patrizia Bisicchia, responsabile Eventi per il Teatro, poi la degustazione di vini guidata da un esperto.
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