"Jupiter" di Mozart e "Il Titano" di Mahler: due capolavori sinfonici al Teatro Massimo
Il direttore d'orchestra Riccardo Frizza (foto Gianfranco Rota)
Domenica 12 aprile, alle ore 20.30, la stagione sinfonica del Teatro Massimo di Palermo vede il ritorno del maestro Riccardo Frizza sul podio dell’Orchestra del Teatro Massimo. Il programma accosta il testamento sinfonico di Wolfgang Amadeus Mozart, la Sinfonia n. 41 in Do maggiore K 551 “Jupiter”, con l’esordio sinfonico di Gustav Mahler, la Sinfonia n. 1 in Re maggiore “Il Titano”, opera che ha aperto la strada alle innovazioni del Novecento.
Direttore musicale del Donizetti Opera di Bergamo e Direttore onorario della Hungarian Radio Symphony Orchestra, Riccardo Frizza, che festeggia quest’anno venticinque anni di carriera, è reduce da impegni nei principali teatri internazionali, dal Metropolitan di New York alla Royal Ballet and Opera di Londra ed è stato nominato recentemente Cavaliere al merito della Repubblica Italiana.
La Sinfonia n. 41 in Do maggiore K 551, la più lunga e complessa tra le sinfonie mozartiane, fu composta nell'estate del 1788 e denominata Jupiter, come il più grande dei pianeti del sistema solare, dall’impresario londinese Salomon probabilmente per la sua architettura grandiosa. L'opera è celebre soprattutto per lo straordinario finale, in cui Mozart intreccia cinque diversi temi dimostrando una padronanza tecnica e un'energia creativa senza precedenti.
La Sinfonia n. 1 in Re maggiore di Mahler ebbe un lungo e travagliato periodo di gestazione che, dai primi abbozzi del 1884 agli ultimi ritocchi del 1909, raggiunse attraverso continue revisioni e ripensamenti una gigantesca narrazione sulla potenza della natura, dal suo nascere dall’inorganico fino ad una estenuante lotta tra il bene e il male di tutti gli esseri viventi. Dal misterioso risveglio del primo movimento alla celebre marcia funebre grottesca costruita sul tema di "Fra Martino", Mahler crea un immenso organismo musicale che parla di nostalgia, natura e ricerca interiore.
Direttore musicale del Donizetti Opera di Bergamo e Direttore onorario della Hungarian Radio Symphony Orchestra, Riccardo Frizza, che festeggia quest’anno venticinque anni di carriera, è reduce da impegni nei principali teatri internazionali, dal Metropolitan di New York alla Royal Ballet and Opera di Londra ed è stato nominato recentemente Cavaliere al merito della Repubblica Italiana.
La Sinfonia n. 41 in Do maggiore K 551, la più lunga e complessa tra le sinfonie mozartiane, fu composta nell'estate del 1788 e denominata Jupiter, come il più grande dei pianeti del sistema solare, dall’impresario londinese Salomon probabilmente per la sua architettura grandiosa. L'opera è celebre soprattutto per lo straordinario finale, in cui Mozart intreccia cinque diversi temi dimostrando una padronanza tecnica e un'energia creativa senza precedenti.
La Sinfonia n. 1 in Re maggiore di Mahler ebbe un lungo e travagliato periodo di gestazione che, dai primi abbozzi del 1884 agli ultimi ritocchi del 1909, raggiunse attraverso continue revisioni e ripensamenti una gigantesca narrazione sulla potenza della natura, dal suo nascere dall’inorganico fino ad una estenuante lotta tra il bene e il male di tutti gli esseri viventi. Dal misterioso risveglio del primo movimento alla celebre marcia funebre grottesca costruita sul tema di "Fra Martino", Mahler crea un immenso organismo musicale che parla di nostalgia, natura e ricerca interiore.
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