"Le Troiane": Edoardo Siravo porta in scena Seneca al Teatro antico di Segesta
Nell'ambito del "Calatafimi Segesta Festival - Dionisiache 2018" vanno in scena al Teatro antico di Segesta "Le Troiane" di Seneca, con la traduzione e la drammaturgia di Fabrizio Sinisi e la regia di Alessandro Machia. Appuntamento mercoledì 8 e giovedì 9 agosto. Sul palco gli attori Paolo Bonacelli, Edoardo Siravo, Alessandra Fallucchi, Silvia Siravo, Cecilia Zingaro, Marcella Favilla e Gabriella Casali.
In una Troia avvolta dalle fiamme, Seneca mette in scena un universo segnato dal lutto e dalla perdita del controllo sulle passioni, in cui l’umano si afferma soltanto nella sua possibilità di fare il male. Gli dèi sono ormai presenze lontane e insignificanti, l’uomo è solo davanti al rischio dell’esistenza, con la sua sofferenza e col peso della sua libertà.
Seneca rivela nell'opera una straordinaria modernità nel rappresentare il demoniaco che abita l’interiorità dell’uomo e il male di cui è capace. Pur mantenendo il titolo dell’originale euripideo, che rimanda a una coralità in cui protagoniste sono le donne troiane, Seneca concentra l’azione drammatica soprattutto su scene a due.
Il fuoco della tragedia si sposta così dalla rappresentazione del dolore e della sofferenza dei vinti, a un piano più politico: a quel "discorso del potere" che vede la parola come rappresentazione, luogo di mascheramento attraverso l’eccesso della sua esibizione.
In una Troia avvolta dalle fiamme, Seneca mette in scena un universo segnato dal lutto e dalla perdita del controllo sulle passioni, in cui l’umano si afferma soltanto nella sua possibilità di fare il male. Gli dèi sono ormai presenze lontane e insignificanti, l’uomo è solo davanti al rischio dell’esistenza, con la sua sofferenza e col peso della sua libertà.
Seneca rivela nell'opera una straordinaria modernità nel rappresentare il demoniaco che abita l’interiorità dell’uomo e il male di cui è capace. Pur mantenendo il titolo dell’originale euripideo, che rimanda a una coralità in cui protagoniste sono le donne troiane, Seneca concentra l’azione drammatica soprattutto su scene a due.
Il fuoco della tragedia si sposta così dalla rappresentazione del dolore e della sofferenza dei vinti, a un piano più politico: a quel "discorso del potere" che vede la parola come rappresentazione, luogo di mascheramento attraverso l’eccesso della sua esibizione.














