Anna Tedesco in "Le Metamorfosi" di Ovidio
Il contemporaneo letto ed esplorato attraverso un libro. È questa l’idea che guida questo ciclo d’incontri, giunto alla sua 2a edizione, che propone uno sguardo sul nostro tempo mediato da una “lettura ad alta voce”. Sei incontri in cui ad interrogarsi su cosa sia davvero il contemporaneo sono sei uomini di cultura della nostra città invitati a selezionare un libro e pre-sentarlo al pubblico attraverso una relazione “abitata” da letture e performance interpretative, affidate ai diversi linguaggi delle arti.
Un relatore, due lettori, un musicista e una performance costituiranno, pertanto, il setting di ogni incontro; uno spazio in cui parola, corpo, suono e azione costruiranno la rappresentazione che ciascun relatore farà del suo libro (un romanzo, un saggio, un poema o una sceneggiatura) proposto come viatico che ci aiuti a leggere e a comprendere il contemporaneo; un accadimento attraverso cui la parola raccontata, letta, recitata, o interpretata dai linguaggi delle arti, coniughi i diversi sensi con cui possiamo accoglierla dentro di noi.
Insieme ad Anna Tedesco leggeranno Roberto Burgio, Giuseppe La Licata, Giuditta Perriera e Sabrina Recupero, musiche e canti a cura di Davide Velardi e Irene Ientile. Perché le Metamorfosi di Ovidio? Una strana scelta, a maggior ragione per una che di mestiere non si occupa di Letterature classiche. Invece i motivi per parlare delle Metamorfosi sono tantissimi: partendo da quelli squisitamente personali, "Le Metamorfosi" sono anche un libro terribilmente moderno, uno dei testi che più somiglia ad Internet. Come il World Wide Web, "Le Metamorfosi" sono un mondo, tante storie che hanno la presunzione di raffigurare tutto, di raccontare tutto, di spiegare tutto. E di raccontarlo attraverso l’idea del continuo cambiamento, della metamorfosi appunto, e passando da una storia all’altra, come da un link ad un altro, aprendo finestre dentro finestre. Pensiamo al passato come a qualcosa di fermo e di immutabile ed al presente come il regno della velocità e del continuo cambiamento. Niente però è più veloce di Atalanta e niente è più mutevole di Proteo.
Anna Tedesco si è formata nelle Università di Palermo e Bologna. È attualmente professore associato nell’Università di Palermo, dove coordina il corso di laurea magistrale in Musicologia ed insegnaDrammaturgia musicale. È inoltre docente del dottorato in Musica e Spettacolo (Roma La Sapienza). Le sue ricerche vertono sulla vita musicale nella Palermo del Seicento,sul melodramma tra Sei ed Ottocento,suirapporti musicali tra Italia e Spagna. Quest’ultimo campo di indagine l’ha portata spesso in Spagna, dove ha insegnato nelle università di Salamanca e Madrid. Come docente e come vice-presidente degli Amici del Teatro Massimo, si interessa alla diffusione della cultura musicale, organizzando eventi di carattere divulgativo in collaborazione con Feltrinelli e Fondazione Teatro Massimo.














