Antonio Riolo, Stefania Sperandeo e Nini Ferrara leggono estratti dal libro "Grani"
Un libro che si snoda in sette racconti che sono sette storie di vita. Si parla di alcool, di detenuti, di una società emarginata, ma anche d’amore. I temi che reggono le fondamenta dell’opera sono i valori importati della vita. Ma possono essere anche i 7 peccati capitali, le 7 solitudini in 7 personaggi diversi, che fanno 7 confessioni.
È come se la penna di Ferrara, in alcuni passaggi, si armasse di una forbice che, sferrando un taglio secco, facesse cadere man mano quei grani, denudando le verità dagli stessi personaggi che, successivamente, si liberano nei racconti caldi di una terra come quella siciliana.
Nino Ferrara si aggrappa al suo io più recondito, consapevole che i personaggi che deambulano nel libro rischiano un equilibrio precario in quello che lui definisce “confine” tra la memoria, cioè il passato, e il filo sospeso del domani. Ferrara, insomma, ci invita ad uno scambio: apre la porta del suo io, cercando di capire l’io dell’altro in una riflessione serena, mai esasperata, in quel mondo costruito ad hoc e lasciato al sapore del lettore che ne potrà immaginare altro nell’aridità dell’oggi














