"Belluscone, una storia siciliana" in proiezione al Cinema de Seta
Al Cinema De Seta, venerdì 9 marzo, viene proiettato il film "Belluscone, una storia siciliana", del regista palermitano Franco Maresco. Presentato alla Mostra del cinema di Venezia, edizione numero 71, il film ha vinto il premio speciale della giuria Orizzonti e il David di Donatello per il miglior documentario italiano.
Scritto insieme a Claudia Uzzo, "Belluscone" ha avuto una gestazione lunga e travagliata durata ben tre anni, arrivando nelle sale italiane il 4 settembre del 2014. Il film in un primo momento avrebbe dovuto essere, nelle intenzioni del regista e di Claudia Uzzo, una vera inchiesta sulle origini siciliane del potere finanziario di Berlusconi, dovuto, come per anni hanno sostenuto giudici e giornalisti, ai rapporti con Cosa Nostra e alla mediazione del palermitanissimo Marcello Dell'Utri. Accanto a questa linea "investigativa" non sarebbe però mancata, parallela, una lettura comica della storia berlusconiana, conformemente alla vena grottesca che caratteriza da sempre il cinema di Maresco.
"Belluscone, una storia siciliana" è un delirante viaggio nella Palermo delle periferie, dove dai palchetti delle feste di piazza i cantanti neomelodici, diretti da Ciccio Mira, mandano misteriosi messagg in codice ai detenuti del Pagliarelli e dell'Ucciardone, dopo avere cantato l'ammirazione e la fedeltà a Berlusconi con "Vorrei conoscere Berlusconi", vero e proprio inno siculo, dedicato al Cavaliere. E poi ci sono: improbabili imitatori, mafiosi pentiti, ballerine fuori peso che danzano il bunga bunga, neomelodici che litigano per una canzone, Ficarra e Picone che fanno i pacieri, Ciccio Mira intercettato e arrestato dai carabinieri con l'accusa di mandare messaggi in codice, sotto forma di saluti, agli " ospiti dello Stato ". Ma sullo sfondo di questo incredibile mondo, c'è sempre Lui: Belluscone.
Scritto insieme a Claudia Uzzo, "Belluscone" ha avuto una gestazione lunga e travagliata durata ben tre anni, arrivando nelle sale italiane il 4 settembre del 2014. Il film in un primo momento avrebbe dovuto essere, nelle intenzioni del regista e di Claudia Uzzo, una vera inchiesta sulle origini siciliane del potere finanziario di Berlusconi, dovuto, come per anni hanno sostenuto giudici e giornalisti, ai rapporti con Cosa Nostra e alla mediazione del palermitanissimo Marcello Dell'Utri. Accanto a questa linea "investigativa" non sarebbe però mancata, parallela, una lettura comica della storia berlusconiana, conformemente alla vena grottesca che caratteriza da sempre il cinema di Maresco.
"Belluscone, una storia siciliana" è un delirante viaggio nella Palermo delle periferie, dove dai palchetti delle feste di piazza i cantanti neomelodici, diretti da Ciccio Mira, mandano misteriosi messagg in codice ai detenuti del Pagliarelli e dell'Ucciardone, dopo avere cantato l'ammirazione e la fedeltà a Berlusconi con "Vorrei conoscere Berlusconi", vero e proprio inno siculo, dedicato al Cavaliere. E poi ci sono: improbabili imitatori, mafiosi pentiti, ballerine fuori peso che danzano il bunga bunga, neomelodici che litigano per una canzone, Ficarra e Picone che fanno i pacieri, Ciccio Mira intercettato e arrestato dai carabinieri con l'accusa di mandare messaggi in codice, sotto forma di saluti, agli " ospiti dello Stato ". Ma sullo sfondo di questo incredibile mondo, c'è sempre Lui: Belluscone.














