Due sguardi una riflessione
Incontro tra gli autori Carmelo Torcivia e Nuccio Vara sui libri: "E se domani..." e "La padella di James".
Le paure sono cattive consigliere. Anzi, cattive padrone. Esse sono anche generate dalla non accettazione del cambiamento. Si rimane troppo legati agli schemi del passato e si confonde la nostalgia con il vagheggiamento del futuro. Così avviene anche per la Chiesa, che rischia di rimanere troppo legata a schemi del passato per un malinteso senso della tradizione, inteso come mera ripetizione, e per non avere il coraggio di scrollarsi da un abbraccio troppo istituzionale con la società.
Come se la mera e semplice dimensione istituzionale possa garantire il futuro della Chiesa e sostituirsi di fatto all'azione vivificante dello Spirito. Bisogna allora scrollarsi di dosso le pesantezze della cristianità del passato ed accettare le sfide della contemporaneità, accompagnate e sostenute da una solida e critica lettura biblico-teologica. Bisogna ancora accettare con gioia la logica della debolezza, evitando l'uso caricaturale della forza anche delle istituzioni.
La storia di un venditore ambulante di Palermo, ridotto sul lastrico dalla crisi, è il nucleo centrale attorno al quale si snoda il percorso di questo saggio che affronta il nodo cruciale della povertà. Un problema reso drammaticamente attuale dagli effetti nefasti della recessione economica nel vissuto delle persone. Intrecciando spaccati giornalistici e riflessioni politiche e teologiche, Vara compone i tasselli di un mosaico che mira a delineare sia i contenuti di una critica radicale alla globalizzazione e alla società dei consumi, sia i tratti di un cristianesimo del tutto in sintonia con la nuova Chiesa prefigurata da Papa Francesco, già a partire dai primi esaltanti mesi del suo pontificato.
Una Chiesa che il nuovo vescovo di Roma, riattualizzando il messaggio di Francesco d'Assisi, vuole che diventi a tutti costi il luogo entro il quale i poveri possano essere i principali protagonisti della sua rinascita. La riflessione sul destino del cattolicesimo nel mondo secolarizzato, pertanto, non può prescindere dall'avvio di processi che mirino a ridare un respiro radicale all'esperienza cristiana.
Le paure sono cattive consigliere. Anzi, cattive padrone. Esse sono anche generate dalla non accettazione del cambiamento. Si rimane troppo legati agli schemi del passato e si confonde la nostalgia con il vagheggiamento del futuro. Così avviene anche per la Chiesa, che rischia di rimanere troppo legata a schemi del passato per un malinteso senso della tradizione, inteso come mera ripetizione, e per non avere il coraggio di scrollarsi da un abbraccio troppo istituzionale con la società.
Come se la mera e semplice dimensione istituzionale possa garantire il futuro della Chiesa e sostituirsi di fatto all'azione vivificante dello Spirito. Bisogna allora scrollarsi di dosso le pesantezze della cristianità del passato ed accettare le sfide della contemporaneità, accompagnate e sostenute da una solida e critica lettura biblico-teologica. Bisogna ancora accettare con gioia la logica della debolezza, evitando l'uso caricaturale della forza anche delle istituzioni.
La storia di un venditore ambulante di Palermo, ridotto sul lastrico dalla crisi, è il nucleo centrale attorno al quale si snoda il percorso di questo saggio che affronta il nodo cruciale della povertà. Un problema reso drammaticamente attuale dagli effetti nefasti della recessione economica nel vissuto delle persone. Intrecciando spaccati giornalistici e riflessioni politiche e teologiche, Vara compone i tasselli di un mosaico che mira a delineare sia i contenuti di una critica radicale alla globalizzazione e alla società dei consumi, sia i tratti di un cristianesimo del tutto in sintonia con la nuova Chiesa prefigurata da Papa Francesco, già a partire dai primi esaltanti mesi del suo pontificato.
Una Chiesa che il nuovo vescovo di Roma, riattualizzando il messaggio di Francesco d'Assisi, vuole che diventi a tutti costi il luogo entro il quale i poveri possano essere i principali protagonisti della sua rinascita. La riflessione sul destino del cattolicesimo nel mondo secolarizzato, pertanto, non può prescindere dall'avvio di processi che mirino a ridare un respiro radicale all'esperienza cristiana.














