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"E adesso la palla passa a me": la presentazione del libro alla Libreria Paoline

Si presenta, giovedì 11 gennaio alle 18, il libro di Antonio Mattone "E adesso la palla passa a me. Malavita solitudine e riscatto nel carcere" (Guida editori).

Saluti di Giuseppe Notarstefano, direttore Ufficio diocesano pastorale sociale e del lavoro; intervengono Domenico Anastasi, responsabile progetto carceri Azione Cattolica di Palermo; Lorenzo Messina, Comunità Sant'Egidio di Palermo; Rita Barbera, direttrice del carcere Ucciardone; Corrado Lorefice, Arcivescovo di Palermo. Letture a cura dell'attrice Consuelo Lupo, introduce e modera Fernanda Di Monte, giornalista.

"E adesso la palla passa a me" è la frase scritta da un detenuto in una lettera inviata all’autore. “Quando uscirò dal carcere la palla passa a me, come mi ha detto tante volte tu”. 

Antonio Mattone, che ha partecipato come esperto agli Stati Generali dell’Esecuzione Penale voluti dal Ministro della Giustizia Andrea Orlando, ha raccontato nel volume 10 anni di esperienza vissuti come volontario all’interno del carcere di Poggioreale, oggi intitolato alla memoria di Giuseppe Salvia e di altri penitenziari italiani, attraverso gli editoriali pubblicati su Il Mattino. Un’avventura inedita all’interno di quelle mura che erano considerate l’enclave del male, dove regnava un clima di violenza praticato da carcerati e carcerieri. Gli articoli, suddivisi per tematiche parlano dei problemi  e delle vicende di cui tanto di è parlato in questi anni. Sovraffollamento, sicurezza della società, violenza, salute, Opg, diritti negati, volontariato.

Con un ampia parte dedicata alla violenza minorile venuta alla ribalta con prepotenza negli ultimi anni. La visita di papa Francesco e i tratti salienti della  storia del penitenziario napoletano completano la raccolta. Vengono  descritti i cambiamenti positivi che si sono potuti registrare in questi anni, ma anche le numerose criticità che restano. L’esperienza diretta dell’autore all’interno dei padiglioni e dei corridoi delle galere rende questo racconto originale e pieno di episodi e particolari che descrivono in modo incisivo la vita all’interno delle carceri. Un viaggio dove alla fine un dato sembra inconfutabile: umanizzare il carcere farà bene a chi è detenuto come a chi non lo è. 

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