"L'insulto", il film di Ziad Doueiri in proiezione all'Uci Messina
Continua "Essai da Oscar", lo spin off della rassegna settimanale sui film di qualità proposto da 48 multisale del Circuito per celebrare la 90° edizione
degli Academy Awards, che si è svolta lo scorso 4 marzo presso il Dolby Theatre di Los Angeles.
Al prezzo speziale di 5 euro, lunedì 12 marzo la rassegna proporrà "L’insulto", il dramma processuale di Ziad Doueiri che ha attenuto una candidatura ai David di Donatello e una agli Oscar come Miglior film straniero.
Il lungometraggio porta sul grande schermo la storia di una piccola lite tra un operaio francese e un libanese cristiano, che assume rilevanza nazionale a causa di una storia infinita di incomprensioni che affligge il paese.
Trama: Beirut, oggi. Yasser è un profugo palestinese e un capocantiere scrupoloso, Toni un meccanico militante nella destra cristiana. Un tubo rotto, un battibecco e un insulto sproporzionato, pronunciato da Toni in un momento di rabbia, portano la questione in tribunale, dandole rilevanza nazionale. Toni, infatti, è un libanese cristiano e Yasser un palestinese. Al processo, oltre agli avvocati e ai familiari, si schierano due fazioni opposte di un paese che riscopre in
quell'occasione ferite mai curate e rivelazioni scioccanti, facendo riaffiorare così un passato che è sempre presente.
degli Academy Awards, che si è svolta lo scorso 4 marzo presso il Dolby Theatre di Los Angeles.
Al prezzo speziale di 5 euro, lunedì 12 marzo la rassegna proporrà "L’insulto", il dramma processuale di Ziad Doueiri che ha attenuto una candidatura ai David di Donatello e una agli Oscar come Miglior film straniero.
Il lungometraggio porta sul grande schermo la storia di una piccola lite tra un operaio francese e un libanese cristiano, che assume rilevanza nazionale a causa di una storia infinita di incomprensioni che affligge il paese.
Trama: Beirut, oggi. Yasser è un profugo palestinese e un capocantiere scrupoloso, Toni un meccanico militante nella destra cristiana. Un tubo rotto, un battibecco e un insulto sproporzionato, pronunciato da Toni in un momento di rabbia, portano la questione in tribunale, dandole rilevanza nazionale. Toni, infatti, è un libanese cristiano e Yasser un palestinese. Al processo, oltre agli avvocati e ai familiari, si schierano due fazioni opposte di un paese che riscopre in
quell'occasione ferite mai curate e rivelazioni scioccanti, facendo riaffiorare così un passato che è sempre presente.














