"Pink Floyd: Live at Pompeii": la proiezione del film di al Teatro Santa Cecilia
Continuano gli appuntamenti con la rassegna "Jazz On Movie... & Altro", organizzata dalla Fondazione The Brass Group: l'incontro in programma giovedì 8 febbraio alle 20.45 al Real Teatro Santa Cecilia è con la proiezione di "Pink Floyd: Live at Pompeii" (1972) di Adrian Maben.
Novità assoluta di questo appuntamento è l’introduzione al film che ha come ospite speciale Maurizio Lanzalaco, apprezzato compositore e musicista elettronico oltreché grande appassionato dei Pink Floyd. Lanzalaco spiega alcuni segreti legati alle peculiari e rivoluzionarie sonorità della band, riproducendone alcune in modo dimostrativo attraverso un raro e prezioso Ems Synthi Aks, lo stesso sintetizzatore analogico portatile che Wright adoperava in quel periodo per trarne effetti innovativi.
Spettacolare nelle immagini (complice la suggestione dello scenario naturale), efficace nelle riprese, intrigante nel mostrare i segreti del back-stage e dell'operatività dei musicisti, memorabile nella colonna sonora ("Echoes", "Careful with that axe, Eugene", "A saucerful of secrets", "One of these days", "Mademoiselle Nobs", "Set the controls for the heart of the sun" e frammenti di "Us and them" e "Brain damage"), il film coglie i Pink Floyd in un momento che non solo è tra i più creativi, surreali e poetici della loro parabola artistica ma anche quello sul quale le varie schiere di appassionati trovano forse il momento di maggior condivisione ecumenica.
Novità assoluta di questo appuntamento è l’introduzione al film che ha come ospite speciale Maurizio Lanzalaco, apprezzato compositore e musicista elettronico oltreché grande appassionato dei Pink Floyd. Lanzalaco spiega alcuni segreti legati alle peculiari e rivoluzionarie sonorità della band, riproducendone alcune in modo dimostrativo attraverso un raro e prezioso Ems Synthi Aks, lo stesso sintetizzatore analogico portatile che Wright adoperava in quel periodo per trarne effetti innovativi.
Spettacolare nelle immagini (complice la suggestione dello scenario naturale), efficace nelle riprese, intrigante nel mostrare i segreti del back-stage e dell'operatività dei musicisti, memorabile nella colonna sonora ("Echoes", "Careful with that axe, Eugene", "A saucerful of secrets", "One of these days", "Mademoiselle Nobs", "Set the controls for the heart of the sun" e frammenti di "Us and them" e "Brain damage"), il film coglie i Pink Floyd in un momento che non solo è tra i più creativi, surreali e poetici della loro parabola artistica ma anche quello sul quale le varie schiere di appassionati trovano forse il momento di maggior condivisione ecumenica.














