Presentazione del romanzo di Franco La Cecla: "Falsomiele, il diavolo, Palermo"
Nulla di strano che Caruso riesca a viaggiare nel tempo tramite il ricordo, più curioso invece che abusi del dono dell’ubiquità che ha ricevuto come bonus omaggio da un diavolo, più simile a un manager in carriera che a un mercante d’anime.
L’ubiquity è la nuova frontiera del progresso, la risposta alla complessità di una vita globalizzata, ma Caruso vi finisce dentro per sbaglio, non riesce ad averne il controllo tanto mutevoli e compulsivi sono i suoi desideri (ritrovare vecchi amori, cimentarsi in nuovi più stravaganti, aggiustare se stesso, cambiare, ritrovarsi, andare in pezzi definitivamente).
Gli amori in fondo sono come i posti, son fatti di contiguità e distanze, di compenetrazione e di assenze, di fughe e di ritorni. Una città racchiude tutte le contraddizioni: Palermo è un luogo che sta stretto e anche un porto dove è inevitabile attraccare e Falsomiele non è soltanto un quartiere, è un ossimoro che intrappola i sensi con dolcezza estrema e mette in guardia sulla caducità di tutte le cose, di tutti posti dove si è, si è stati e dove si vorrebbe essere.
Franco La Cecla, è nato a Palermo. Ha insegnato e insegna Antropologia in varie università del mondo, scritto saggi (Perdersi, 2006; Il malinteso, 2007; Contro l’architettura, 2009), racconti di viaggio (Good Morning Karaoke, 2003; Indian Kiss, Premio 2013 per la Letteratura di viaggio) e girato documentari (In altro mare, 2009).














