Proiezione del film "I ragazzi venuti dal Brasile"
“I ragazzi venuti dal Brasile” (“The boys from Brazil", 1978) è un film diretto da Franklin J. Schaffner ( “Il pianeta delle scimmie”; “Papilon”) tratto dal romanzo omonimo dello scrittore ebreo Ira Levin autore di un altro racconto: “Rosemary’s baby”, reso celebre sul grande schermo dal regista Roman Polansky. La vicenda prende le mosse dal pedinamento che un giovane americano sta attuando nei confronti di ex criminali del 3° Reich che risiedono sotto copertura in Sud America e che continuano a portare avanti il sogno di Hitler. Durante una riunione, presieduta dal dottor Mengele (G.Peck), noto per gli atroci esperimenti genetici nei campi di sterminio, il ragazzo scopre che l’organizzazione sta per metter in atto un piano terribile.
Mengele infatti, prima che Hitler morisse, gli prelevò un lembo di pelle e un campione di sangue e, con il metodo della clonazione, è riuscito a far nascere 94 bambini affidati poi in adozione a coppie inconsapevoli. La clonazione però implica anche la riproduzione dell’ambiente in cui è cresciuto la copia originale ed è per questo che i genitori adottivi sono stati scelti in base ad alcune caratteristiche che avevano anche gli autentici genitori di Hitler: notevole differenza di età tra loro, madre affettuosa fino all’eccesso e padre assente e autoritario che dovrà però morire prematuramente - come il padre del Führer - all’età di 65 anni.
Mengele affida a dei sicari il compito di eliminare tutti i 94 padri adottivi allo scadere di quella data. Un anziano ebreo, Lieberman (L.Olivier), noto per dare la caccia ai nazisti, viene a sapere degli strani movimenti nell’America del Sud e dopo un colloquio con un genetista, capisce bene quale sia l’atroce piano di Mengele e si mette sulle sue tracce e su quelle delle famiglie adottive non ancora raggiunte dai sicari....














