"Shockways", performance di Patrycja Stefanek
Uno spazio, un progetto permanente di arti visuali e performance: è "Dimora Oz", laboratorio interdisciplinare diviso in spazi progettuali nelle stanze di Palazzo Barlotta, dove Roberto Bilotti Ruggi D’aragona e Alessandro Ala hanno messo a disposizione spazi progettuali elaborati dagli artisti.
Contemporaneamente all’apertura al pubblico "Dimora Oz" lancia il primo laboratorio annuale dal titolo "Origini", una serie di mostre e performance che vogliono essere una riflessione sui nodi causali dell’identità soggettiva e collettiva.
Patrycja Stefanek ha elaborato nei giorni del festino di Santa Rosalia, una performance che indaga l’origine di processi di comunità e la relazione col prossimo. Spostando i termini da fede in fiducia, e la storia di Santa Rosalia, la performance rielabora la caverna, il buio, l’affidarsi all’altro, come esperienza necessaria e la riapprorpiazione di spazi apotropaici personali.
Il tempio è nel corpo, ma la luce del primo è nell’intelletto che sa estendere la propria umanità al prossimo e quindi alla collettività. La caverna di Santa Rosalia è uno spazio intimo, metaforico e il buio (deprivazione sensoriale della vista, del contesto uditivo o dell’incertezza del tatto) è un luogo non per perdersi, ma per ritrovarsi.














