Vernissage di "Silenzi artificiali"
I “silenzi artificiali” sono quelli della città di notte. È di notte che il fotografo Giancarlo Biscardi si aggira con la sua piccola macchina digitale per provare a sfidare tanto il buio quanto la luce, per provare a dare forma ai colori in movimento, imprendibili dalla stessa macchina fotografica. Una sfida anche con sé stesso, con la cifra che prima di questi ultimi lavori in mostra ha contraddistinto le sue fotografie, vale a dire la fotografia intesa come “un modo per trovare un rapporto vero con la realtà delle cose”. Ma, in queste notti di silenzi, quello che prima era un prelevare fedelmente frammenti di reale, lascia il posto alla sperimentazione, intesa come superamento della ricerca della foto tecnicamente perfetta, al fine di seguire un bisogno profondo di “creare immagini” che abbiano a che fare più con la gestualità creativa del pittore che con la riproduzione meccanica. Lasciando a casa cavalletto e strumenti professionali, Biscardi fa in modo che la logica lasci spazio al caso, a quella casualità che nei cosiddetti tempi lunghi trasforma il paesaggio urbano in luoghi surreali, in astratti giochi di luci, dove tutto, anche i silenzi, è artificiale. L’immagine che ne verrà restituita sarà quindi felicemente pittorica, imperfetta, piena di quello che in gergo tecnico viene definito “rumore”, che ossimoricamente gioca con il titolo di questa serie














