Loredana Longo a Palermo con "Fake" una grande installazione naturale che cambia
L'artista Loredana Longo concepisce una grande installazione site-specific nella quale ricostruisce, in larga scala, la parola "Fake" con due variazioni cromatiche di Hedera helix, posizionandola su una grande parete vegetale, nell’antro del cortile interno della galleria Francesco Pantaleone di Palermo dal 31 maggio al 4 novembre.
Loredana Longo è portatrice sana di un approccio all’arte che non solo prende atto del presente, ma lo interpella con costanza, spesso rinunciando totalmente a forme narrative di analisi, ed optando piuttosto verso una sintesi di senso che trova forma nella scrittura di una singola frase o di una parola chiarificatrice.
In collaborazione con l’architetto paesaggista Alfio Sciacca, l’artista ha elaborato questa grande architettura di brandelli di natura, da cui si è generata una delle sue riflessioni propedeutiche alla nascita di questo nuovo lavoro. «Spesso siamo propensi a pensare che le uniche cose “vere” siano legate alla natura, perché reale e spontanea; giustifichiamo la natura anche quando ci investe con i suoi cicloni, temporali, terremoti, eruzioni, solo per il fatto che la natura c’era prima di noi, prima della presenza degli esseri umani, prima che noi la trasformassimo, come se noi fossimo degli alieni rispetto ad essa, come se non ne facessimo parte», rammenta Longo e, conscia della consueta evoluzione delle piante installate nella sua opera, prevede che, a distanza di alcune settimane, la vegetazione crescerà e la scritta "Fake" non sarà più perfettamente individuabile.
A rivelare la sua presenza, a quel punto ormai sorpassata, ci sarà un neon, posizionato sin dal principio ai piedi di Fake a sottolineare la parola stessa.
Loredana Longo è portatrice sana di un approccio all’arte che non solo prende atto del presente, ma lo interpella con costanza, spesso rinunciando totalmente a forme narrative di analisi, ed optando piuttosto verso una sintesi di senso che trova forma nella scrittura di una singola frase o di una parola chiarificatrice.
In collaborazione con l’architetto paesaggista Alfio Sciacca, l’artista ha elaborato questa grande architettura di brandelli di natura, da cui si è generata una delle sue riflessioni propedeutiche alla nascita di questo nuovo lavoro. «Spesso siamo propensi a pensare che le uniche cose “vere” siano legate alla natura, perché reale e spontanea; giustifichiamo la natura anche quando ci investe con i suoi cicloni, temporali, terremoti, eruzioni, solo per il fatto che la natura c’era prima di noi, prima della presenza degli esseri umani, prima che noi la trasformassimo, come se noi fossimo degli alieni rispetto ad essa, come se non ne facessimo parte», rammenta Longo e, conscia della consueta evoluzione delle piante installate nella sua opera, prevede che, a distanza di alcune settimane, la vegetazione crescerà e la scritta "Fake" non sarà più perfettamente individuabile.
A rivelare la sua presenza, a quel punto ormai sorpassata, ci sarà un neon, posizionato sin dal principio ai piedi di Fake a sottolineare la parola stessa.
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