"Lupo, Lupetto e Rosso Cappuccio": l'Epifania al Teatro Zeta di Termini Imerese
Al Teatro Zeta di Termini Imerese la rassegna teatrale "Crepe di assurdo nell'esistenza", prosegue con uno spettacolo per ragazzi: "Lupo, Lupetto e Rosso Cappuccio", con Simona Indovina e Piero Macaluso che firma anche il testo e la regia.
Lo spettacolo racconta la storia di Cappuccetto Rosso in maniera diversa, affrontando anche il punto di vista del lupo. La bambina, incaricata di una missione importante e segreta, deve confrontarsi con le sue paure attraversando il bosco per arrivare dalla nonna. Lo fa con coraggio e spavalderia, pur dovendo incontrare diversi lupi che si sono persi da altre favole; finalmente troverà il lupo giusto, insicuro, isterico e nevrotico con il quale parte una gara a chi arriva prima dalla nonna.
Ma il lupo non riuscirà nel suo intento; travestito da nonna, viene sconfitto dalla fermezza e dalla ferrea logica della bambina. Alla fine Rosso Cappuccio, agente segreto, convincerà il lupo a partire e a diventare vegetariano, ma una volta da sola si renderà conto che di quella presenza paurosa aveva bisogno per imparare a lottare e vincere giorno per giorno ogni ostacolo della vita. Il lupo, rappresentazione, in tutte le favole, delle nostre paure più recondite, può essere sconfitto con la cultura e senza paura del diverso, ma l'insegnamento più profondo è che di queste paure abbiamo bisogno, perché sono un freno sociale, ci fanno capire la nostra fragilità e dobbiamo imparare a conviverci.
Le musiche originali sono di Alessio Arena, la canzone “Il lupo nella sorte” (Arena-Macaluso) è cantata da Valentina Mazzamuto; la scenografia ispirata a Banksy è di Giulio Adelfio.
Lo spettacolo racconta la storia di Cappuccetto Rosso in maniera diversa, affrontando anche il punto di vista del lupo. La bambina, incaricata di una missione importante e segreta, deve confrontarsi con le sue paure attraversando il bosco per arrivare dalla nonna. Lo fa con coraggio e spavalderia, pur dovendo incontrare diversi lupi che si sono persi da altre favole; finalmente troverà il lupo giusto, insicuro, isterico e nevrotico con il quale parte una gara a chi arriva prima dalla nonna.
Ma il lupo non riuscirà nel suo intento; travestito da nonna, viene sconfitto dalla fermezza e dalla ferrea logica della bambina. Alla fine Rosso Cappuccio, agente segreto, convincerà il lupo a partire e a diventare vegetariano, ma una volta da sola si renderà conto che di quella presenza paurosa aveva bisogno per imparare a lottare e vincere giorno per giorno ogni ostacolo della vita. Il lupo, rappresentazione, in tutte le favole, delle nostre paure più recondite, può essere sconfitto con la cultura e senza paura del diverso, ma l'insegnamento più profondo è che di queste paure abbiamo bisogno, perché sono un freno sociale, ci fanno capire la nostra fragilità e dobbiamo imparare a conviverci.
Le musiche originali sono di Alessio Arena, la canzone “Il lupo nella sorte” (Arena-Macaluso) è cantata da Valentina Mazzamuto; la scenografia ispirata a Banksy è di Giulio Adelfio.














