"God was there and I got so close" di Massimo Mastrorillo tra natura, uomo e scienza
Nell'ambito del festival "Gibellina Photoroad" è in programma la mostra "God was there and I got so close" di Massimo Mastrorillo, visitabile fino a mercoledì 31 agosto.
Ai confini tra la Svizzera e la Francia c’è una sorta di Stato indipendente, sovrano e inviolabile, dove lavorano e studiano, fianco a fianco, circa undici mila persone, senza distinzione di sesso, razza, politica e religione. È il CERN (The European Organization for Nuclear Research), il più importante centro di ricerca del mondo dedicato allo studio della fisica nucleare.
Il CERN è il luogo più vicino a Dio che esista nel pianeta terra, il luogo dove si cerca di dare delle risposte a domande che fanno parte della storia dell’umanità: perché esistiamo? Come ha avuto origine la vita?
"God was there and I got so close" è un racconto sull’incredibile tecnologia che viene utilizzata in questo centro e su come questa sembri essere la via di accesso a ciò che non si riesce a spiegare sull’esistenza dell’universo; su come la complessità della scienza la potenza della tecnologia umana si affianchi alla sua precarietà esistenziale, alla sua debolezza quotidiana, alle sue emozioni cangianti.
E ancora la mostra vuole indagare il legame indissolubile tra natura, uomo e scienza; su come il disordine degli eventi e delle cose (quella che i fisici chiamano "entropia") non cancelli il bisogno umano di scoprire i segreti di tutto, nella speranza che ogni cosa sia concatenata in nome di un’intima "causalità" e non dell’apparente "casualità".
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