"I due volti di Palermo, gli anni ´60 e ´70": mostra a Palazzo Ziino
Foto di Franco Scafidi (dalla mostra I due volti di Palermo, gli anni '60 e '70)
A Palazzo Ziino ecco la mostra dal titolo "I due volti di Palermo, gli anni '60 e '70", promossa dal Comune di Palermo e patrocinata dalla Fondazione Ignazio Buttitta e dalla Fondazione Sciascia. A coordinare i lavori Giusto Scafidi e Mariasanta Buscemi.
In esposizione per quasi un mese cento fotografie di Franco Scafidi, classe 1942, provenienti dal ricco archivio storico di Franco e Giusto Scafidi. Queste immagini sono lo specchio del tempo nel quale sono state scattate e rappresentano quell'epoca con le sue abitudini e angosce, i suoi miti e ideali; narrano di luoghi oggi totalmente diversi e altri rimasti invariati, sono frammenti di realtà che divengono testimonianza storica di altissimo valore.
Le ferite causate dalla Seconda Guerra Mondiale al tessuto urbano, economico e ancor più sociale di Palermo sono la base su cui poggiano i cambiamenti e gli stravolgimenti di questi anni, con quelle tante incongruenze che sfociano in fenomeni eterogenei e sovente contrapposti. Dall'emigrazione alle arti e i mestieri, dal degrado centro storico ai luoghi della Palermo bene, dalle proteste ai diversi modi di spendere il tempo, e poi ancora il folklore, lo spettacolo e la musica con la costituzione di miti che riescono inconsciamente a fondere i vari strati della società.
Ci sono Sciascia, Ignazio Buttitta, Guttuso, Pasolini, Zeffirelli, Moravia, Dacia Maraini, Danilo Dolci. In questa mostra a parlare saranno solo le immagini. Una spontaneità avvolgente caratterizza ognuna di queste immagini, ed è per ciò che la Palermo di Franco Scafidi riesce tanto bene a rappresentare la manifestazione autentica dell'umanità colta nel suo accadere.
Un realismo pulsante, capace di raffigurare alla perfezione - senza nulla aggiungere o togliere - un periodo importante della storia cittadina, cruciale anche per comprendere la Palermo di oggi. Un ventennio di rimescolamento sospeso tra realtà e utopia, paure e speranze, tradizioni e innovazioni, benessere e povertà. Sono i due caratteri di una città che vive ostinatamente dei suoi contrasti.
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