MOSTRE
HomeEventiMostre

"Immaginari di uno stare": alla GAM le opere di Gianni Pettena e Marc William Zanghi

  • Galleria d'Arte Moderna - Palermo
  • - Palermo
  • Dal 27 giugno al 27 settembre 2015 (evento concluso)
  • Visitabile dal martedì alla domenica dalle ore 9.30 alle 18.30, lunedì chiuso
  • 6 euro (intero), 4 euro (ridotto)
Balarm
La redazione

L’esposizione è un originale dialogo tra la pittura di Marc William Zanghi, uno tra i più importanti rappresentanti della giovane arte siciliana, la cui figurazione s’inserisce nel sentiero tracciato dai protagonisti della cosiddetta “Scuola di Palermo”, e gli interventi architettonici di Gianni Pettena, uno degli esponenti più accreditati dell'architettura radicale, corrente nata a Firenze alla fine degli anni Sessanta del secolo scorso.

La mostra fa parte del progetto ideato da Andrea Di Marco, che entusiasticamente lo avviò con una sua esposizione prima di mancare, di indagine sui linguaggi della contemporaneità sviluppato in un territorio, quello di un Museo con una collezione storicizzata, estraneo, almeno secondo logiche tradizionali, a questo tipo di sperimentazioni. Un progetto portato avanti dall’Associazione Ars Mediterranea che ne ha curato la realizzazione con il sostegno di Elenka s.r.l..

Questa ulteriore tappa ha la peculiarità di creare una maggiore attenzione al confronto tra oggetto osservato e osservatore, contenuto e contenitore – che Zanghi ha da sempre sottolineato nella sua ricerca – grazie alle installazioni di Gianni Pettena, che per l'occasione propone alcuni degli lavori nati nel 1968 proprio nel capoluogo siciliano.

La mostra, curata da Lorenzo Bruni, presenta 30 dipinti e sculture di Marc William Zanghi negli spazi del museo, appositamente modificati da tre interventi di Gianni Pettena. Il percorso espositivo scandito dalle opere di Marc William Zanghi prende avvio da sei nuove tele di grandi dimensioni, con soggetti di foreste tra l'esotico e il fantasy e continua con quattro esili sculture-installazioni, teste in miniatura che evocano reperti archeologici, realizzate con resina poliuretanica e acrilico. Si chiude con quindici quadri appartenenti a cicli della produzione precedente, associati in un'originale riflessione sulla figura dell'antieroe.

L’itinerario di Gianni Pettena corrisponde a tre interventi spaziali volti a scardinare il normale rapporto di contenitore e contenuto su cui si fonda l'architettura occidentale. Questo è evidente con le “sedie indossabili” - utilizzate per una performance/happening nel centro urbano di Minneapolis nel 1967 - che, durante l’inaugurazione, vestiranno alcuni studenti in un'azione “surreale”. Le stesse saranno successivamente esposte, sospese al centro della sala per dare vita ad un'insolita installazione/scultorea. All’esterno del museo saranno visibili due oggetti scultorei recanti le scritte "Carabinieri" e "Grazia&Giustizia", realizzati per la prima volta a Palermo nel 1968 durante una performance che prevedeva una processione per le vie della città.

Ti è piaciuto questo articolo?
Seguici anche sui social
Iscriviti alla newsletter
Cliccando su "Iscriviti" confermo di aver preso visione dell'informativa sul trattamento dei dati.

COSA C'È DA FARE