"Infermeria" di Sislej Xhafa , il progetto dell’artista kosovaro da ZAC
"Infermeria", curato da Paola Nicita, è ideato dall’artista kosovaro Sislej Xhafa che muovendosi all’interno di un percorso che caratterizza la sua intera produzione artistica, propone un progetto ideato appositamente per Palermo e i suoi Cantieri culturali alla Zisa, al padiglione ZAC .
«Tutto è nato – racconta Xhafa - da un incontro al MAXXI di Roma con l’assessore Andrea Cusumano e la curatrice Paola Nicita. Trovo magica Palermo e altrettanto straordinario uno spazio come i Cantieri culturali, dove abbiamo intrapreso un lavoro impegnativo lungo sei mesi.
Mi piace ragionare con la città e la sua storia senza romanticismi, in maniera asciutta, in una modalità che io chiamo “attrito”, un meccanismo che funziona senza olio. “Infermeria” è una sfida col tempo. Non so se sono un artista, di sicuro sono una persona impegnata prima di tutto umanamente. L’arte ti trascina in un’altra dimensione. Di più: credo che sia l’unica democrazia rimasta».
All'interno del complesso industriale degli inizi del Novecento, dove si trova il grande spazio espositivo Zac- Zisa Arti Contemporanea del Comune di Palermo, si trova il progetto site-specific, sostenuto dall’Assessorato comunale alla Cultura, in collaborazione con Galleria Continua, San Gimignano, Beijing, Les Moulins, Habana.
"Infermeria", in questo contesto, mira ad un’analisi delle strutture e degli spazi esistenti, che divengono emblema e metafora di una situazione contingente che riguarda ciascuno di noi. Una questione aperta che si frappone nella relazione tra persone e luoghi, dove i corpi e le architetture ricercano una assonanza inedita e non scontata, nell’ottica di una analisi di se stessi a cui si deve giungere con una sintesi oramai necessaria, scevra da sovrastrutture.
«Tutto è nato – racconta Xhafa - da un incontro al MAXXI di Roma con l’assessore Andrea Cusumano e la curatrice Paola Nicita. Trovo magica Palermo e altrettanto straordinario uno spazio come i Cantieri culturali, dove abbiamo intrapreso un lavoro impegnativo lungo sei mesi.
Mi piace ragionare con la città e la sua storia senza romanticismi, in maniera asciutta, in una modalità che io chiamo “attrito”, un meccanismo che funziona senza olio. “Infermeria” è una sfida col tempo. Non so se sono un artista, di sicuro sono una persona impegnata prima di tutto umanamente. L’arte ti trascina in un’altra dimensione. Di più: credo che sia l’unica democrazia rimasta».
All'interno del complesso industriale degli inizi del Novecento, dove si trova il grande spazio espositivo Zac- Zisa Arti Contemporanea del Comune di Palermo, si trova il progetto site-specific, sostenuto dall’Assessorato comunale alla Cultura, in collaborazione con Galleria Continua, San Gimignano, Beijing, Les Moulins, Habana.
"Infermeria", in questo contesto, mira ad un’analisi delle strutture e degli spazi esistenti, che divengono emblema e metafora di una situazione contingente che riguarda ciascuno di noi. Una questione aperta che si frappone nella relazione tra persone e luoghi, dove i corpi e le architetture ricercano una assonanza inedita e non scontata, nell’ottica di una analisi di se stessi a cui si deve giungere con una sintesi oramai necessaria, scevra da sovrastrutture.
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