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"La cartografia degli immaginari", quaranta opere di Rosario Bruno ad Agrigento

  • Fabbriche Chiaramontane, piazza San Francesco 1 - Agrigento
  • Dal 18 febbraio al 26 marzo 2017 (evento concluso)
  • Visitabile da martedì a domenica dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 20.00. Chiuso il lunedì
  • Ingresso gratuito
  • Per informazioni telefonare al numero 0922.27729, oppure inviare una mail a segreteria@fabbrichechiaramontane.com
Balarm
La redazione
Di scena, alle Fabbriche Chiaramontane, fino al 26 marzo, è Rosario Bruno, con la retrospettiva "Cartografia degli immaginari" a cura dello storico dell’arte Giuseppe Frazzetto. La mostra, organizzata dall’associazione Amici della Pittura Siciliana dell’Ottocento, avvia la stagione 2017 nel prestigioso contenitore d’arte e di eventi del centro storico di Agrigento. 

In prestito da collezioni private o di proprietà dell’artista, la mostra allinea una quarantina di opere di Rosario Bruno (Siculiana, 1945) con l’obiettivo di indagare circa mezzo secolo di attività artistica che ha sempre raccolto puntuali riscontri critici di altissimo livello.

«Rosario Bruno - spiega il curatore - è stato un protagonista della stagione felice degli anni Settanta e soprattutto Ottanta: una sorta di rinascimento della cultura artistica siciliana, affrancata da ogni sospetto di marginalità e pronta a rapportarsi senza remore al dibattito nazionale e internazionale. Nel solco delle ultime mostre delle Fabbriche Chiaramontane focalizzate su quel momento febbrile di libertà creativa e di serrati confronti culturali, si colloca quindi anche questa indagine su Bruno».

Dopo una fase iniziale di sapore post-informale, dai primi anni Settanta, Bruno utilizza costantemente il cartone romano. «È una tecnica - spiega il curatore - che va distinta da quelle relative alla cartapesta, carta macerata che diventa materiale manipolabile che poi si indurisce. Il cartone romano si struttura invece attraverso il sovrapporsi di carte incollate, determinando già dal suo farsi un’ambivalenza fra il dato (quasi) bidimensionale del frammento cartaceo e il suo esito (quasi) tridimensionale, votato allo sporgersi in bassorilievo o altorilievo, e talvolta in esplicita configurazione plastica».

Alla mostra è dedicato un catalogo, edito dagli Amici della Pittura Siciliana dell’Ottocento e contenente il saggio critico del curatore.
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