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"Pablo Picasso e le sue passioni" a Taormina

  • Palazzo Corvaja, piazza Vittorio Emanuele II - Taormina (Me)
  • Dal 5 luglio al 6 settembre 2015 (evento concluso)
  • Visitabile dal lunedì al venerdì dalle ore 17.00 alle 24.00 e sabato e domenica dalle ore 17.00 all´1.00
  • 7 euro
Balarm
La redazione

Dopo Castello Ursino, Catania, la mostra "Pablo Picasso e le sue passioni", prosegue, da luglio a settembre, in due importanti città della Sicilia: Taormina e Milazzo. Le esposizioni, a cura di Dolores Durán Úcar e Stefano Cecchetto, sono un percorso esaustivo e completo nelle opere del Grande Artista, alla scoperta delle passioni che lo hanno accompagnato in tutta la sua vita e nell’evoluzione del suo linguaggio artistico.

Le opere in mostra, infatti, raccontano, nei suoi contenuti più autentici, i temi e le passioni, come il teatro e il circo, la tauromachia, le donne e la politica, che hanno dato vita alla creatività di Picasso e ne hanno influenzato la vicenda umana e quella artistica.

Nella prestigiosa cornice di Taormina, dal 5 luglio al 6 settembre, Palazzo Corvaja ospita circa 50 opere, tra oli, ceramiche e grafiche, del grande artista spagnolo. La mostra, organizzata e prodotta da ComediArting e III Millennio in collaborazione con l'Associazione Culturale Woodstock e con il patrocinio del Comune di Taormina, propone un allestimento accattivante, innovativo e al tempo stesso intimo.

In esposizione, opere uniche, tra cui gli oli "Tête de femme", del 1943, "Mousquetaire", del 1964, e "Autoritratto", del 1967, dove l’artista rivela tutta l’identità e l’alterità del suo doppio. Qui Picasso è l’uomo, l’artista, l’alchimista, ma anche il Minotauro, il toro, il demone: è l’ombra che affiora dall’inconscio per tradire l’identità nascosta.

Nella sua costante de-costruzione dell’Ego, Picasso si ritrae allo specchio dell’anima nell’ossessione drammatica di rivelare la sua identità segreta prima di tutto a se stesso. Tra le opere grafiche, in mostra, la serie "Tauromachia", (1959, 27 opere acquatinta allo zucchero e puntasecca), ispirate dal più classico trattato sulla corrida scritto da "José Delgado" nel 1796, e "Barcelona Suite" (1966, 5 incisioni litografia a colori), che racchiude i diversi stili attraverso i quali transitò l’artista.

Inoltre, in esposizione, una delle più significative e importanti serie dell’artista, "I Saltimbanchi", quattordici tavole dedicata al mondo dei saltimbanchi, difficilmente reperibile e fruibile al completo. Le incisioni a puntasecca e acquatinta della serie sono sguardi malinconici e ironici sulla vita privata di saltimbanchi e gitani, con poche concessioni alla definizione “pittorica” del contesto.

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