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"RiPartire": in mostra le collezioni private di Franca Prati

  • Galleria Prati - Palermo
  • - Palermo
  • Dal 8 marzo al 14 aprile 2017 (evento concluso)
  • Visitabile da giovedì a sabato dalle ore 17.00 alle ore 20.00
  • Ingresso gratuito
  • Per informazioni telefonare al numero 329.3991235
Balarm
La redazione
In occasione della Giornata Internazionale della Donna, riapre i battenti una storica galleria palermitana (visualizza la gallery), simbolo di come il gentil sesso possa testardamente portare avanti un progetto per tutta una vita: Franca Prati, nota gallerista di Palermo, scomparsa all'età di sessantasette anni, viveva per quello spazio d’arte che era stato inaugurato nel lontano 5 maggio 1979. 

Riprende vita il piano nobile del palazzo in via Quintino Sella 77, grazie alla famiglia della gallerista che ha deciso di ripartire dal punto in cui Franca l’aveva lasciata, ovvero allestita con la sua collezione privata raccolta in tanti anni di lavoro, di rapporti, di amicizie, con una mostra di tele e grafiche degli anni Sessanta e Settanta, visitabile fino a venerdì 14 aprile, dal giovedì al sabato dalle 17 alle 20.

Tra i pezzi più belli, un Angelo Dozio, "Le curve" del ’68 del periodo delle "Rondini", un olio di Mario Schifano della metà degli anni ‘70, il periodo a cavallo tra stelle e strisce, e una carta trattata con smalto; Turcato e Tano Festa, un cartone telato - l'incontro con la Madonna - di Achille Funi, parte di un ciclo di cinque opere preparatorie al grande Paolotto del santuario di Sant'Antonio da Padova, a Rimini.

L’elenco è infinito: Renzo Vespignani, Ugo Carrega, Giulio Paolini, Francesco Casorati, Piero Manzoni, Vincenzo Agnetti, Theo Tobiasse, Gianni Dova ed una spettacolare "Brigitte Bardot" di Mimmo Rotella del ‘78, serigrafia e tecnica mista; quattro grafiche di Rufino Tamayo, parte di una cartella storica del ’73; tre di Umberto Mastroianni del ‘76, tratte dalla cartella “Immagini”.

Cazzaniga firma quattro grafiche del ‘73 della serie "I Girasoli", Tamburi altre tre dalla cartella "Ecco Parigi". C’è una "Donna seduta" di Migneco, un Rosolino Mendola del ‘77, "Il gallo", nel periodo in cui alternava in pittura il suo amore per gli animali e gli ideogrammi con cui raccontava per immagini. Infine "Uccello che muore" di Lillo Messina del ’71 e il "Nudo" di Silvio Benedetto del ‘72.

 
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