"Sacrosanctum #16": l'opera di Francesco Lauretta all'Oratorio di San Mercurio
Si chiude all’oratorio di san Mercurio di Palermo (largo San Giovanni degli Eremiti) la prima edizione di "Sacrosanctum" con un’opera inedita di Francesco Lauretta.
La sua pittura, talmente lucida da giungere all’iperrealismo, affronta qui il tema del sacrificio, quella pratica del “rendere sacro” che passa attraverso l’uccisione e l’offerta, qui sublimato in un’estetica pop. Lo scambio sacrificale tra uomo e divino e il rito di condivisione alimentare hanno origini ancestrali. Il consumo rituale di carni all’interno di contesti festivi è, infatti, elemento comune a molte feste tradizionali, ricorrenze liturgiche che, ieri come oggi, mettono in scena l’annuale rigenerarsi del ciclo agrario.
A questo aspetto conviviale Francesco Lauretta accosta e sovrappone un’altra forma di sacrificio, quella dei martiri cristiani e, in particolare, dell’estremo eroismo di San Lorenzo, che palesa l’assolutezza della propria fede accettando il supplizio su una graticola infuocata.
“Mea nox obscurum non habet, sed omnia in luce clarescunt" (la mia notte non conosce tenebre, tutto risplende di luce) è il titolo dell’opera di Lauretta e un preciso riferimento al santo, cui è dedicata all’orazione dei Vespri del 10 agosto (ricorrenza del martirio di san Lorenzo) contenuta nella Liturgia delle Ore.
Con Francesco Lauretta si chiude, dopo oltre un anno di attività, un primo ciclo di esposizioni a cura di Adalberto Abbate e Maria Luisa Montaperto, un progetto realizzato grazie al fondamentale supporto dell’associazione Amici dei Musei Siciliani, che ha convertito il ricavato delle offerte in importanti interventi di manutenzione e restauro all’interno di siti monumentali.
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