Scontro di luci e ombre da Quarto Tempo nella mostra fotografica di Pietro Milici
La scelta del bianco nella serie fotografica della mostra "Pas•sen•ger" di Pietro Milici, curata da Miriam Esther Gallina, contribuisce ad accentuare la forza del passaggio, dell'istante fermato che nel momento in cui accade è già ricordo.
Lo scontro tra luci e ombre marca un transito temporale che prescinde i confini, in cui gli spazi si dilatano a favore di un'atmosfera mutvole. "Passeggero dell'auto, il fotografo sceglie per i suoi scatti di non interrompere il tragitto nè di contaminare l'autenticità del suo sguardo abbassando il finestrino.
Come impressioni su una vecchia pellicola, il nastro di questo viaggio è composto da 17 fotografie, scattate entro le 17 ore di veglia che mediamente regolano la nostra vita. Il movimento immortalato è protagonista di un percorso che messo in relazione all'eterna solitudine dei paesaggi, diventa anche metafora di ciò che se ne va e ciò che è destinato a durare.
Pietro Milici, laureato in Biologia Marina nel 2012 a Palermo, scopre la passione per la fotografia e continua il suo percorso in Spagna dove si laurea in fotografia e Disegno presso l'università Elisava, nel 2013. Dopo diverse esposizioni a Barcellona inizia a collaborare con il fotografo spagnolo Jordi Bernadò e successivamente diviene protagonista di diverse mostre tra Spagna e Italia.
Attraverso lo studio e la continua sperimentazione, pietro impara ad amare l'immagine, l'evocazione e la sublimazione della stessa: ogni scatto rappresenta un passo per la conoscenza della sua cultura.
Lo scontro tra luci e ombre marca un transito temporale che prescinde i confini, in cui gli spazi si dilatano a favore di un'atmosfera mutvole. "Passeggero dell'auto, il fotografo sceglie per i suoi scatti di non interrompere il tragitto nè di contaminare l'autenticità del suo sguardo abbassando il finestrino.
Come impressioni su una vecchia pellicola, il nastro di questo viaggio è composto da 17 fotografie, scattate entro le 17 ore di veglia che mediamente regolano la nostra vita. Il movimento immortalato è protagonista di un percorso che messo in relazione all'eterna solitudine dei paesaggi, diventa anche metafora di ciò che se ne va e ciò che è destinato a durare.
Pietro Milici, laureato in Biologia Marina nel 2012 a Palermo, scopre la passione per la fotografia e continua il suo percorso in Spagna dove si laurea in fotografia e Disegno presso l'università Elisava, nel 2013. Dopo diverse esposizioni a Barcellona inizia a collaborare con il fotografo spagnolo Jordi Bernadò e successivamente diviene protagonista di diverse mostre tra Spagna e Italia.
Attraverso lo studio e la continua sperimentazione, pietro impara ad amare l'immagine, l'evocazione e la sublimazione della stessa: ogni scatto rappresenta un passo per la conoscenza della sua cultura.
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