"Sospesi nel blu", Enzo Maniscalco ritorna ad esporre le sue opere a Palermo
«L’Arte rinnova i popoli e ne rivela la vita, vano delle scene è il diletto ove non miri a preparar l’avvenire», questa frase è scolpita sul frontone del Teatro Massimo di Palermo quale sintesi efficace di quel che l’Arte rappresenta, nella sua funzione paideutica.
La citazione è perfettamente riconducibile alle “scene” dipinte sul blu dall’artista Enzo Maniscalco: anche lui “rivela la vita” attraverso le opere “preparando” tele su cui il blu “è dipinto di blu”.
Il blu primario, con varie e diluite sfumature, penetra e avvolge ogni creazione artistica dell’Autore, divenendo spesso quel Quid di indispensabile e vitale nel gesto pittorico.
Tutti i soggetti protagonisti delle opere “in blu” di Maniscalco sono come emersi dal mare o adagiati sulla spiaggia, sospesi in un blu che forma quasi il ventre dal quale, grazie all’Artista, viene partorito l’oggetto: ora Demetra, ora una sfera, ora un reperto archeologico intrappolato in una bolla.
In tali opere è chiaro il riferimento al primordiale processo di generazione e rigenerazione: dalle acque mediterranee nasce Venere, mitologica metafora della sensuale fertilità naturale immersa in un ambiente di per sé infertile; l’acqua è, però, anche elemento amniotico di vita e la vita, per l’Artista, è proprio di colore blu.
L’acqua è il “nido” in cui l’essere umano, dunque, per nove mesi, si prepara a venire alla luce; ma essa è, allo stesso tempo, luogo di naufragi, di misteri sommersi, di relitti in fondo al mare, di civiltà trascorse. È il luogo in cui Maniscalco s’immerge e ci immerge per poter sperimentare quella compenetrazione assoluta con la Natura acquatica originaria dell’Uomo, in cui il dolce vivere del Piacere ha come sua necessaria premessa il dolce “naufragar”.
|
Ti è piaciuto questo articolo?
Seguici anche sui social
Iscriviti alla newsletter
|










Seguici su Facebook
Seguici su Instagram
Iscriviti al canale TikTok
Iscriviti al canale Whatsapp
Iscriviti al canale Telegram




