British Invasion - Music Tribute: "WTTM vs Oberon" live allo Zsa Zsa
Smaltiti i postumi della sbornia anni ’50 di rhythm and blues ad opera della statunitense Chess Records, l’occhio del ciclone nel panorama internazionale della musica sbarca in Gran Bretagna per la “British Invasion”. Rhythm and blues non accantonato del tutto visto che ha dato i natali al rock and roll di Chuck Berry ed alla soul di Etta James ed ha influenzato inequivocabilmente le future band formatesi successivamente nell’isola britannica, come ad esempio: i Rolling Stones prendono il nome del loro gruppo da un celebre brano di Muddy Waters – Rollin' stone, i Pink Floyd invece dall’unione di due noti bluesman: Pink Anderson e Floyd Council.
Primi anni ’60, Liverpool, quattro “ragazzotti”, che poi verranno insigniti dalla Regina d’Inghilterra col titolo di Sir, materializzano una band dal nome universalmente riconosciuti come i The Beatles: "the fab four", “la leggenda delle leggende”, “come loro nessuno mai”, pretestuoso e superfluo ogni altro tipo di commento o critica. Capostipiti e creatori della Popular Music: la pop. Al sound melodico e scanzonato dei Beatles si contrappongono i londinesi Rolling Stones con sonorità decisamente più nude e crude, inaugurando la mitica “battle of the band” con riscontri anche sugli usi e costumi della società di quell’epoca. L’Hard & Heavy negli anni ’70 la fa da padrona con band del calibro di: Black Sabbath, Deep Purple e Led Zeppelin solo per citarne qualcuno.
Rimanendo sempre negli anni ’70, prima con i Pink Floyd e poi con i Genesis che contraddistinguendosi dall’ondata classic-rock, cominciarono a sperimentare e a mettere in atto nelle loro registrazioni delle lunghissime suite sonore arricchite da rumori industriali e/o quotidiani, sessioni orchestrali e comuni conversazioni verbali. Gli anni ’80 sono caratterizzati dall’avvento di nuove “macchine” musicali elettriche: tastiere di ultima generazione e sintetizzatori entrano prorompenti nelle band che verranno definite appartenenti al genere synth-pop. Per diritto di cronaca è doveroso menzionare: Depeche Mode, Eurythmics, Duran Duran, Wham, Talk Talk.
Gli Oasis e i Blur rievocano e riecheggiano la “battle of the band” tra Beatles e Rolling Stones, con la loro brit-pop degli anni ‘90 si contendono le vette delle classifiche di vendite dei dischi, per non parlare dei numerosi “batti e ribatti” con toni anche elevati tra i fratelli Gallagher e Damon Albarn. Nonostante i Massive Attack, Bristol, abbiano sempre rigettato qualsiasi forma di classificazione il loro stile musicale è del genere trip-hop, una fusione tra: rock, jazz, hip-hop e soul. Nota particolare dei Massive Attack quella di posizionare nel palco durante i loro live un dj con relativa consolle alla stregua dei musicisti veri e propri.














