Quentin Tarantino racconta Sergio Corbucci: il docufilm al Rouge et Noir di Palermo
Al Rouge et Noir di Palermo, lunedì 15 novembre alle ore 19.15, e in replica martedì 16 alla stessa ora, è in programma la proiezione speciale del documentario "Django & Django - Sergio Corbucci unchained" di Steve Della Casa e Luca Rea.
Il documetario ha come narratore d'eccezione Quentin Tarantino, che racconta perché Sergio Corbucci è "il secondo miglior regista di western italiani", come afferma un personaggio nel suo recente film "C’era una volta a Hollywood", e come conferma la sua scelta di realizzare "Django Unchained" ispirandosi a un film di Corbucci degli anni Sessanta.
Materiali d’epoca inediti, testimonianze, ricostruzioni per raccontare un cinema e un’epoca irripetibili.
"Django", "Il grande silenzio", "Gli specialisti", "Il mercenario", "Vamos a matar companeros", "Cosa c’entriamo noi con la rivoluzione": i western di Corbucci sono la rappresentazione del cinema della crudeltà, ma anche grande invenzione e metafora di tutte le idee che circolavano nell’Italia degli anni Sessanta.
Il documentario raccoglie anche le testimonianze di Franco Nero (l’attore preferito di Corbucci) e Ruggero Deodato (l’aiuto regista di Django).
Il documetario ha come narratore d'eccezione Quentin Tarantino, che racconta perché Sergio Corbucci è "il secondo miglior regista di western italiani", come afferma un personaggio nel suo recente film "C’era una volta a Hollywood", e come conferma la sua scelta di realizzare "Django Unchained" ispirandosi a un film di Corbucci degli anni Sessanta.
Materiali d’epoca inediti, testimonianze, ricostruzioni per raccontare un cinema e un’epoca irripetibili.
"Django", "Il grande silenzio", "Gli specialisti", "Il mercenario", "Vamos a matar companeros", "Cosa c’entriamo noi con la rivoluzione": i western di Corbucci sono la rappresentazione del cinema della crudeltà, ma anche grande invenzione e metafora di tutte le idee che circolavano nell’Italia degli anni Sessanta.
Il documentario raccoglie anche le testimonianze di Franco Nero (l’attore preferito di Corbucci) e Ruggero Deodato (l’aiuto regista di Django).














