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"Russu Malupilu": lo spettacolo ispirato alla novella di Verga in scena a Villa Filippina

Balarm
La redazione

Paride Cicirello

Proseguono gli spettacoli della rassegna "Opra d'Autore" all'interno della nuova stagione del Teatro Ditirammu di Palermo.

Il prossimo appuntamento va in scena giovedì 17 novembre, alle 21.30, ed è la storia di "Russu Malupilu", di e con Paride Cicirello, liberamente ispirato alla novella “Rosso Malpelo” di Giovanni Verga.

Lo spettacolo racconta la storia di un bambino senza nome, chiamato con l’epiteto dispregiativo “Rosso Malpelo” per via di un pregiudizio popolare per cui chi possedesse il colore rosso dei capelli era selvaggio di natura, si ritrova fin dalla nascita a combattere una mentalità retrograda che non gli darà nessuna possibilità di vivere con serenità la dolce età.

Rosso Malpelo dovrà fin dall’inizio resistere alle umiliazioni dello sfruttamento del lavoro minorile, alla perdita dell’amato padre, alla solitudine, alle violenze dei più grandi. Il personaggio, nato dalla mano di Giovanni Verga, pare non avere scampo nel racconto, ambientato all’epoca delle cave di zolfo nella dimenticata Sicilia di fine ottocento. Nel corso delle disavventure affiorano via via i delicati e dolci sentimenti del personaggio anche se in apparenza si presenta come un ragazzino impertinente e spregiudicato.

Russu Malupilu combatte contro i demoni della sua condizione e dell’avidità umana, trionfando infine sulle ingiustizie sociali e sui soprusi che allora, come oggi, funestano la società e che nell’attualità si declinano in bullismo, razzismo, indifferenza.

Il teatro di Paride Cicirello, oltre ad avere come obiettivo la diffusione della lingua siciliana moderna, ha il preciso intento di denunciare e di opporsi ai fenomeni di emarginazione.

Secondo l’autore, infatti, anche se non si è vittime dirette dei fatti atroci che la società commette, chiunque è coinvolto, ciascuno nasconde un Rosso Malpelo che scava nella profonda miniera dell’animo, provando a difendersi e a non smarrire l’orientamento dell’intima verità.

Lo spettacolo è un vero e proprio inno alla vita, alla speranza, alla lotta e dispiega la sua forza all’interno di un monologo arricchito da poesia, una testimonianza espressionista rivolta anche ai giovani: questo dramma non si allontana dalle attuali problematiche giovanili e con il suo lirismo li invita ad abbandonare la macchina diabolica della tecnologia che appiattisce e omologa.
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