"Butterfly": l'opera di Nicola Berloffa trasmessa su maxischermo in piazza Verdi
Una "Butterfly" attualizzata al secondo dopoguerra, in un momento storico per il Giappone simile a quello immaginato da Puccini, con il paese sotto la dura occupazione degli americani: debutta al Teatro Massimo di Palermo, venerdì 16 settembre, la "Butterfly" del regista Nicola Berloffa che sarà trasmessa alle ore 20.30 su maxischermo in piazza Verdi.
A condurre l'evento, prima dello spettacolo e all'intervallo, Stefania Petyx. Una nuova produzione in collaborazione con il "Macerata Opera Festival", lo spettacolo è diretto da Jader Bignamini, con le scene a cura di Fabio Cherstich, costumi Valeria Donata Bettella, luci Marco Giusti.
Il teatro dedicherà la prima di "Butterfly" a Daniela Dessì, il grande soprano recentemente scomparso, visto che proprio Butterfly fu l’ultima opera che l’artista cantò a Palermo nel 2012.
Lo scontro delle culture è uno dei punti su cui lavora di più questa regia. Secondo il regista Nicola Berloffa, le circostanze dell’azione costituiscono una situazione ben conosciuta nella storia umana: per interessi politici ed economici, due nazioni con culture opposte si incontrano. Finché l’intenzione superiore dello Stato viene soddisfatta, la situazione può rimanere tranquilla, ma quando, più tardi, il singolo individuo incomincia a sentire le conseguenze delle trattative, le difficoltà nascono.
Dunque, l’incontro tra Butterfly e Pinkerton si può interpretare come la personificazione di uno scontro di culture, in questo caso della cultura americana con quella giapponese. In questa atmosfera già difficile di per sé ci viene presentato lo psicogramma di una donna totalmente disperata, catturata nella sua immaginazione di un futuro liberatorio che lo spettatore sa sin dall’inizio dell’opera che non è nient’altro che un’idea fuggitiva senza legame con la realtà.
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