Teatri di Pietra Sicilia: in scena "Incantuscantu" sulle musiche di Lelio Giannetto
La Sicilia dei teatri e dei suggestivi siti archeologici si fa palco itinerante per promuovere cultura e sviluppo del territorio: riparte dal 23 luglio al 23 agosto l’iniziativa "Teatri di Pietra Sicilia".
Uno spazio, forse museale, come tanti ridotto a non luogo, due donne statue, due donne viventi, un musicista, un terzo e forse un'altro. Una distesa d'acqua non distante: questi gli elementi di "Incantuscantu", che sulle musiche originali eseguite dal vivo dal maestro Lelio Giannetto, vedrà in scena Marta Cirello e Tiziana D’Angelo con Salvatore Pizzillo della Compagnia Franco Scaldati.
I personaggi non rappresentano nessuno, sono astrazioni dell’uomo che non riesce più a vedere e a sentire “l’invisibile”, che ha rotto i contatti con il metafisico, o con Dio, o semplicemente con la propria storia e non sa più essere felice. Non sono testimoni perchè non c' è l' idea di futuro o di passato, di slancio o di ritorno perchè è smarrito il punto di partenza. Sono i protagonisti di un mondo disarticolato e insignificante, tanto intriso di quotidiano da non non poter – più – accostarsi al reale.
Per ri-tornare alla realtà bisogna rifarsi al mito, che non è il contrario della realtà, bensì il racconto/rivelazione di qualcosa avvenuto all'essere. Il mito che non è stato abolito del tutto, che è stato cacciato nelle oscure zone della psiche, o in attività secondarie e irresponsabili della società, diventa il tramite per ritrovare il reale.
I linguaggi di questa messainscena sono la musica (di Lelio Giannetto), un idioma teatrale intriso di dialetto tutto suono, fragore, cose, azioni, una lingua antica simile a quella che immaginiamo fosse di Omero (quello di Franco Scaldati), il verso omerico e di Ovidio, la fisicità degli interpreti .
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