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"The Waste Land Suite" di Claudio Collovà

Quelle torri metropolitane continuano ancora oggi a schiantarsi al suolo. La parola profetica di Eliot non è mai sembrata tanto reale quanto oggi. Forse gli americani la riesumeranno dagli scantinati. La Terra Desolata del presente ci riporta a rileggere storditi queste pagine, quale civiltà potrà risorgere dalle nostre macerie? La forza dirompente del carico immaginativo del poema ha il merito di sopravvivere anche ad una percezione meno colta e cosciente, una percezione che conceda con coraggio ai sentimenti la precedenza sui propri pensieri, producendo una particolare liberazione della volontà. Il senso de La terra desolata, come si può intuire dal titolo, è l'incapacità di rigenerarsi della vecchia e attuale società occidentale in cui il bagaglio culturale è soltanto qualcosa di vecchio e inutile, la religiosità affoga tra superstizioni e convenienze, e l'unico culto è quello del piacere immediato, la parola ha perso significato e i dialoghi sono spesso futili e privi di comunicazione. L’elemento drammatico è presente nella poesia di Eliot nella galleria di personaggi in azione, nei ritratti vivi e realistici della Dattilografa e dell’Impiegato foruncoloso, della chiaroveggente Madame Sosostris, dell’Oste, di Sweeney, delle donne del pub londinese, delle coppie di amanti sterili, di Tiresia, testimone dello sfacelo odierno, per citarne solo alcuni: ritratti anche brevi, frammentari e impersonali che riflettono un mondo di solitudine o che presentano frammenti d’esistenze quotidiane molto sintetizzate con segni quasi unicamente pittorici, in un ambiente e in un’atmosfera di degradazione e di dissociazione morale. La terra desolata parla di ciò che accade oggi e lo racconta nell’unico modo possibile, con una sorta di zapping ante litteram

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