"Undertime": la teogonia contemporanea in scena al Tempio Dorico di Segesta
Per la rassegna artistica “Calatafimi Segesta Festival-Dionisiache”, è di scena lo spettacolo “Undertime”, di Francesca Caprioli, con Simone Borelli, Lavinia Carpentieri, Anna Ferraioli Ravel, Laurence Mazzoni.
Prima c’era Chaos. La voragine nera. Il fluido creativo. Il vortice oscuro. E da Chaos, dal senso stesso dell’oscurità potenziale, nascono Gaia, la terra: la femmina, ed Eros: l’energia, l’attivazione. Gaia ha in se stessa tutte le possibilità, tutte le vite. Le montagne alte e gli abissi sconfinati, gli animali, le piante, gli esseri umani, tutto è dentro la pancia di questa terra gravida e potente. E l’energia Eros sarà la forza che permetterà a Gaia di partorire ciò che sta crescendo al suo interno.
La terra è gravida di mille e mille forme ma non può espellerle, non può partorirle, perché non c’è spazio per farle crescere tra lei e il cielo, non c’è aria, c’è solo il peso immane di Ouranos che preme e spinge e feconda e riempie. Gaia non riesce a resistere alla gravidanza perpetua, all‘impossibilità di generazione a cui il cielo la costringe. Allora si rivolge alle prime creature nate dall’unione con Ouranos: i Titani.
La madre Terra chiede ai figli di strappare il membro al padre, così che possa smettere di fecondarla. Oceano il più vecchio, rifiuta e come lui altri quattro figli. Solo il Tempo, Chronos, dirà di si alla Terra, acconsentendo alla castrazione del padre Cielo. Così dopo aver fabbricato una falce, il Tempo taglia il membro del cielo e senza voltarsi lo getta nel mare. Ouranos grida, grida forte, così forte che il suo corpo viene sbalzato via, scollato da quello di Gaia .E nasce l’aria. E nascono le montagne alte. Nasce il tempo, e lo spazio. Nascono gli umani. Così, siamo nativi. Da dentro la terra martoriata, per martoriarla ancora.
Ma cosa rimane dentro la terra? Cosa rimane sotto il gesto del tempo? Rimane il Chaos, l’oscurità nera e creativa, il buio da cui veniamo e che ci serve per sopravvivere.
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