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"Unicità del segno": a Palermo la mostra dedicata al grande maestro Renato Guttuso

  • Centro d'arte Raffaello - Palermo
  • Dal 4 dicembre 2021 al 19 febbraio 2022
  • 18.00 (solo inaugurazione), dalle 16.30 alle 19.30 (da lunedì a sabato)
  • Gratuito
  • Ingresso con Green Pass
Balarm
La redazione

Renato Guttuso

Per questo Natale 2021, il centro d'arte Raffaello di Palermo dedica la sua mostra ad un grande maestro: Renato Guttuso.

L'esposizione prende il titolo "Unicità del segno", a cura di Rossella Lo Bianco, viene inaugurata sabato 4 dicembre alle ore 18.00 e resta aperta al pubblico sino al 19 febbraio 2022 (da lunedì a sabato, dalle 16.30 alle 19.30, tranne domenica e festivi). 

L'attenzione è focalizza sull'opera grafica dell'artista, sul segno forte ed incisivo delle sue acquaforti e acquatinte, attraverso una selezione di 20 opere che spaziano dal paesaggio siciliano, alle nature morte fino ai suoi intramontabili nudi. 

Le opere esposte sono il frutto della lungimiranza del fondatore della galleria, Angelo Di Gesaro, che negli anni, con spirito imprenditoriale e acume, ha saputo raccogliere queste opere costruendo una collezione rarissima e unica nel suo genere.

«A volere trattare il rapporto tra segno e pittura nel mondo siciliano, – commenta la curatrice Rossella Lo Bianco - si arriva inevitabilmente all'opera di Renato Guttuso, caratterizzata dall’acceso cromatismo, dalla traccia incisiva e dal suo gesto. La potenza espressiva e la forza atmosferica dell'opera "Pescatori", che da il via al "Ciclo di Scilla", inquadra perfettamente il pensiero dell'artista». 



«Le opere di Guttuso esposte - continua - in questa mostra sono caratterizzate da un compatto strato di acquatinta nera e affidano all’acquaforte il compito di mediare la rarefazione della luce, ora scurendosi in zone d’ombra, ora scorrendo più delicata sulla lastra come nell'opera "Cesto con ricci" o, ancora, attraverso le quattordici combinazioni di colore dell'opera "Merlo"». 

«L'artista - aggiunge - riesce, grazie a questi giochi di luce e alle sue particolari scelte tonali di rossi, di verdi e di gialli, a diventare cronista della realtà, dipingendola in maniera drammatica e forte, tanto da farla imprimere in modo indelebile nella mente di chi osserva. Anche le sue donne sono proposte dall’autore in maniera passionale nel tono, incisive e marcate nel segno, catturando lo sguardo in un'enfasi erotica e sensuale». 

«La sua Musa, Marta Marzotto - conclude -, protagonista indiscussa di molte sue opere, è ritratta in "Figura", china acquerellata con due sole cromie, in una posa di attesa sensuale, seduta su una poltrona in una posa di attesa. L'operato di Guttuso non può essere guardato solo in superficie, ma va scrutato e indagato sino a carpire la realtà e l'intima essenza delle cose».
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