Visita alla Chiesa di Sant'Elia a Messina, un antico tempio con gli affreschi di Paolo e Antonio Filocamo
Chiesa di Sant'Elia a Messina
Viene ricostruita la vera anima liberty della Messina di inizio secolo, attraverso le ville private, i palazzetti storici, persino il Circolo della Borsa (inedito anche per i messinesi).
La città dello Stretto riaccoglie "Le Vie dei Tesori", e apre quest’anno ventinove luoghi, dal 14 al 30 settembre, per tre weekend.
La chiesa di Sant'Elia è tra le più antiche della città, edificata probabilmente dai mercanti veneziani. Le prime testimonianze sono legate addirittura ad Antonello da Messina. Il grande artista siglò, nel 1462, un atto notarile con il quale gli veniva commissionata la realizzazione di un gonfalone dalla Confraternita di Sant’Elia dei Disciplinanti che gestiva la chiesa omonima con annesso monastero femminile. Il complesso fu poi rimaneggiato alla fine del 1600 e nel 1700. Il santo era molto amato tanto che, durante la terribile epidemia di peste del 1743, il Senato messinese lo elesse compatrono della città.
Pur essendo dichiarata inagibile già prima del 1908, la chiesa superò meglio di altre la prova del terremoto, rimanendo quasi integra (mentre l’attiguo monastero andò distrutto) con gli affreschi, opera raffinata dei messinesi Paolo e Antonio Filocamo. I bombardamenti della Seconda Guerra mondiale ne danneggiarono il soffitto, ma lo risparmiarono dalla distruzione. Per alcuni anni l’edificio, prima dei restauri, fu adibito a magazzino e ospitò i gruppi statuari delle “Varette”.
La visita ha una durata di 30 minuti e non è accessibile ai disabili.
La città dello Stretto riaccoglie "Le Vie dei Tesori", e apre quest’anno ventinove luoghi, dal 14 al 30 settembre, per tre weekend.
La chiesa di Sant'Elia è tra le più antiche della città, edificata probabilmente dai mercanti veneziani. Le prime testimonianze sono legate addirittura ad Antonello da Messina. Il grande artista siglò, nel 1462, un atto notarile con il quale gli veniva commissionata la realizzazione di un gonfalone dalla Confraternita di Sant’Elia dei Disciplinanti che gestiva la chiesa omonima con annesso monastero femminile. Il complesso fu poi rimaneggiato alla fine del 1600 e nel 1700. Il santo era molto amato tanto che, durante la terribile epidemia di peste del 1743, il Senato messinese lo elesse compatrono della città.
Pur essendo dichiarata inagibile già prima del 1908, la chiesa superò meglio di altre la prova del terremoto, rimanendo quasi integra (mentre l’attiguo monastero andò distrutto) con gli affreschi, opera raffinata dei messinesi Paolo e Antonio Filocamo. I bombardamenti della Seconda Guerra mondiale ne danneggiarono il soffitto, ma lo risparmiarono dalla distruzione. Per alcuni anni l’edificio, prima dei restauri, fu adibito a magazzino e ospitò i gruppi statuari delle “Varette”.
La visita ha una durata di 30 minuti e non è accessibile ai disabili.
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