Visita alla Chiesa di Santa Croce di Caltanissetta, una candida bellezza tra reliquie e stucchi
La volta della Chiesa di Santa Croce di Caltanissetta
Anche quest'anno Caltanissetta aderisce alla manifestazione "Le Vie dei Tesori", aprendo le porte al suo cuore più autentico, sempre con il valido aiuto del Comune e in collaborazione con le istituzioni del territorio.
Ogni venerdì, sabato e domenica, dal 14 al 30 settembre, saranno 15 i luoghi da visitare, tra cripte, chieste, fortini, castelli, siti archeologici e palazzi nobiliari.
In origine chiesa del SS Salvatore, dopo la fondazione della prima comunità delle monache benedettine, nel 1590, prese il nome di Chiesa di Santa Croce per via della preziosa reliquia della Croce di Cristo donata dalla contessa Aloisia Moncada. Rimaneggiata nel XVII secolo, la chiesa conserva al suo interno pregevoli stucchi con decorazioni dorate, la reliquia della pietra con l’effigie del Crocifisso e alcune tele dipinte.
La facciata principale ha un portale e una fila di finestre del coro, tipiche dei monasteri benedettini, con le grate in ferro che sono dette a gelosie. L’annesso monastero era conosciuto per la maestria delle suore nell’arte del ricamo e della produzione dolciaria, ma alla fine del XIX secolo l’edificio fu parzialmente demolito e riadattato come complesso scolastico; il monastero fu sede anche dell’Istituto magistrale “IX Maggio”, nel quale insegnò Vitaliano Brancati e studiò Leonardo Sciascia.
La visita ha una durata di 45 minuti e non è accessibile ai disabili.
Ogni venerdì, sabato e domenica, dal 14 al 30 settembre, saranno 15 i luoghi da visitare, tra cripte, chieste, fortini, castelli, siti archeologici e palazzi nobiliari.
In origine chiesa del SS Salvatore, dopo la fondazione della prima comunità delle monache benedettine, nel 1590, prese il nome di Chiesa di Santa Croce per via della preziosa reliquia della Croce di Cristo donata dalla contessa Aloisia Moncada. Rimaneggiata nel XVII secolo, la chiesa conserva al suo interno pregevoli stucchi con decorazioni dorate, la reliquia della pietra con l’effigie del Crocifisso e alcune tele dipinte.
La facciata principale ha un portale e una fila di finestre del coro, tipiche dei monasteri benedettini, con le grate in ferro che sono dette a gelosie. L’annesso monastero era conosciuto per la maestria delle suore nell’arte del ricamo e della produzione dolciaria, ma alla fine del XIX secolo l’edificio fu parzialmente demolito e riadattato come complesso scolastico; il monastero fu sede anche dell’Istituto magistrale “IX Maggio”, nel quale insegnò Vitaliano Brancati e studiò Leonardo Sciascia.
La visita ha una durata di 45 minuti e non è accessibile ai disabili.
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