Visite alla sala raccontata da Andrea Camilleri: alla scoperta del teatro Regina Margherita di Caltanissetta
Il teatro Regina Margherita di Caltanissetta
Anche quest'anno Caltanissetta aderisce alla manifestazione "Le Vie dei Tesori", aprendo le porte al suo cuore più autentico, sempre con il valido aiuto del Comune e in collaborazione con le istituzioni del territorio.
Ogni venerdì, sabato e domenica, dal 14 al 30 settembre, saranno 15 i luoghi da visitare, tra cripte, chieste, fortini, castelli, siti archeologici e palazzi nobiliari.
La costruzione del Teatro Regina Margherita incominciò nel 1870, su progetto dell'architetto Alfonso Barbera, nell’area dove si ergeva la chiesa di San Giacomo. Fu intitolato alla principessa Margherita, consorte del futuro re Umberto I e inaugurato nel 1875 con la rappresentazione del Macbeth di Giuseppe Verdi.
Le opere meccaniche di sipario e le scenografie furono realizzate dal macchinista francese Fortunato Querieaux, mentre il sipario fu dipinto dal figlio Luigi Querieux. Il Teatro costituisce un prolungamento prospettico del contiguo palazzo del Carmine, sede del municipio.
L'interno presenta quattro ordini di sontuosi palchi riccamente decorati. Sul soffitto il grande affresco dell’artista Giovanni Valenti, intitolata “La gioia di guardare in alto”. Andrea Camilleri, ne “Il birraio di Preston”, narra degli esordi del Teatro e dei difficili rapporti tra la città e il prefetto.
La visita ha una durata di 30 minuti ed è accessibile ai disabili.
Ogni venerdì, sabato e domenica, dal 14 al 30 settembre, saranno 15 i luoghi da visitare, tra cripte, chieste, fortini, castelli, siti archeologici e palazzi nobiliari.
La costruzione del Teatro Regina Margherita incominciò nel 1870, su progetto dell'architetto Alfonso Barbera, nell’area dove si ergeva la chiesa di San Giacomo. Fu intitolato alla principessa Margherita, consorte del futuro re Umberto I e inaugurato nel 1875 con la rappresentazione del Macbeth di Giuseppe Verdi.
Le opere meccaniche di sipario e le scenografie furono realizzate dal macchinista francese Fortunato Querieaux, mentre il sipario fu dipinto dal figlio Luigi Querieux. Il Teatro costituisce un prolungamento prospettico del contiguo palazzo del Carmine, sede del municipio.
L'interno presenta quattro ordini di sontuosi palchi riccamente decorati. Sul soffitto il grande affresco dell’artista Giovanni Valenti, intitolata “La gioia di guardare in alto”. Andrea Camilleri, ne “Il birraio di Preston”, narra degli esordi del Teatro e dei difficili rapporti tra la città e il prefetto.
La visita ha una durata di 30 minuti ed è accessibile ai disabili.
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