"Le vie dei tesori": itinerario alla scoperta di peste, alluvioni e terremoti
Dalla peste del 1575 a quella del 1624. La storia ricorda come approdò la “morte nera” a Palermo e come fu fronteggiata da Giovanni Filippo Ingrassia, protomedico del Regno, autore del celeberrimo “Informatione del pestifero morbo”. Ma la precaria igiene della capitale del regno ha provocato anche altre epidemie che hanno mietuto vittime a migliaia.
In mezzo, alluvioni, come quelle del Kemonia che straripò nel 1557 e nel 1666, provocando la morte di migliaia di palermitani, nonché terremoti, che causarono grandi distruzioni nel tessuto edilizio cittadino. Dalle sciagure di ieri a quelle più recenti: Palermo deve sempre fare i conti con l’acqua: è del 1931 l’ultima grande alluvione, che fece nove morti.
Il percorso della passeggiata, condotta dal giornalista Mario Pintagro, si snoda fra piazza San Domenico, nella Loggia, da dove si propagò la pestilenza del 1575 alle bassure della Conceria, teatro di numerosi allagamenti. Partecipanti massimo 50. Durata 1 ora e mezza.
Le passeggiate de "Le Vie dei Tesori" mirano a recuperare le sfaccettate sfumature storiche di una città mediterranea che da un lato si allungava tra campi e sorgenti, dall’altro allargava il suo cuore storico oltre le mura.
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