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"Io, Loro e Lara": Verdone e Chiatti a Palermo

Un prete missionario in crisi, una famiglia emblema della quotidianità occidentale, e una bella ragazza misteriosa: ecco "Io, Loro e Lara"

Balarm
La redazione
  • 7 gennaio 2010

Un film "semplice", come lui stesso lo definisce. Carlo Verdone con la bella Laura Chiatti sono giunti a Palermo per presentare "Io, Loro e Lara", l'ultima fatica del regista, sceneggiatore e interprete romano, prodotto da Warner Bros e nelle sale ufficialmente proprio da giorno 5 gennaio. Lo stesso giorno, i due, oltre salutare il pubblico in sala durante lo spettacolo serale al cinema Gaudium e al cinema Metropolitan, nel pomeriggio hanno risposto alle domande dei giornalisti in sede di conferenza stampa. Verdone, visibilmente stanco ma soddisfatto del nuovo film, ha sottolineato:«Stavolta mi interessava dare al pubblico una sferzata di comicità, ma puntando sulla qualità della scrittura. Quindi magari con meno gag, ma mirando ad un'ironia più sottile ed elegante».

Il protagonista è un prete missionario in Africa. Un "uomo perbene" che ha scelto di vivere in un contesto in cui sono presenti mille difficoltà. Esse stesse, alla lunga, mettono in dubbio la sua fede. Così, torna a Roma, per una "pausa laica". Ma Don Carlo Mascolo viene travolto da una serie di eventi, situazioni, personaggi, che poi sono i pezzetti di un puzzle che compongono la sua famiglia. «Lui è un monitor di un mondo occidentale disastrato», spiega Verdone. Torna a casa e trova il caos, ne è inghiottito. E una calamità in più, da gestire. Lara. Una bella ragazza mora, sebbene all'occorrenza dotata di parrucca fucsia (per arrotondare, la notte, di fronte ad una web cam si trasforma in una sensualissima modella in latex e tacchi a spillo). La interpreta, appunto, la Chiatti, la quale, a proposito del ruolo, afferma: «All’inizio delle riprese ho avuto molti timori, prima di tutto perché sono stata convocata dal mito per eccellenza, Carlo Verdone, e poi per il fatto di non aver mai interpretato un ruolo dichiaratamente da commedia. Alla fine mi sono lasciata andare, mi sono abbandonata completamente, cercando di essere il più possibile spontanea».

Buoni, i feedback dalla cariche ecclesiastiche. «Il film tratta un tema delicato - sottolinea Verdone - e ho deciso di affrontarlo nel modo più semplice possibile. Dopo 20 anni di carriera e una formazione religiosa di tutto rispetto, me lo potrò pure permettere». Alla conferenza stampa sono intervenuti anche Marco Giallini, il fratello cocainomane del missionario a nome di tutto il cast, da Angela Finocchiaro a Anna Bonaiuto fino a Sergio Fiorentini. «Uno sfondo "di gruppo", perchè il buon cinema italiano - sostiene il regista, che ha dedicato il film a suo padre, scomparso durante le riprese, il grande critico cinematografico Mario - è sempre stato quello della commedia corale».

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