Da sogno incompiuto a realtà (dopo 30 anni): Catania avrà la Cittadella dello sport
Grande struttura sportiva alle porte della città, il PalaNesima è uno dei simboli più evidenti delle occasioni mancate del territorio. Ora però si volta pagina
Per anni è rimasto lì, immobile, silenzioso, quasi dimenticato. Il PalaNesima, grande struttura sportiva alle porte della città, è stato uno dei simboli più evidenti delle occasioni mancate di Catania. Oggi, però, quella storia sembra avviarsi verso un finale diverso: i lavori di riqualificazione procedono nel rispetto del cronoprogramma, addirittura con qualche giorno di anticipo, e la consegna dell’impianto è prevista entro la fine dell’anno.
Il PalaNesima nasce negli anni Novanta, in un periodo in cui Catania cercava di affermarsi come città capace di ospitare grandi eventi sportivi. Realizzato in vista delle Universiadi del 1997, il palazzetto doveva rappresentare un’infrastruttura moderna, in grado di servire non solo lo sport agonistico ma anche spettacoli e manifestazioni di rilievo.
Un obiettivo che, però, rimase incompiuto.
Terminato l’evento internazionale, l’impianto non trovò mai una collocazione stabile. Mancò una gestione continuativa, mancò una programmazione e, soprattutto, mancò una visione di lungo periodo. L’utilizzo fu sporadico e insufficiente a garantirne manutenzione e vitalità.
Col passare degli anni, il PalaNesima entrò in una lenta ma costante fase di degrado. L’assenza di interventi strutturali e la chiusura prolungata trasformarono quella che doveva essere una risorsa in un problema. La struttura, pur rimanendo solida dal punto di vista statico, venne progressivamente svuotata di funzioni e lasciata all’incuria. Per il quartiere e per la città, il palazzetto divenne l’emblema di un’opera incompiuta: un grande contenitore senza contenuto, circondato da promesse mai mantenute e da progetti annunciati ma mai partiti.
Il cambio di passo arriva negli ultimi anni, quando il Comune di Catania inserisce il PalaNesima all’interno di un più ampio piano di rigenerazione urbana e sportiva. L’obiettivo non è più soltanto quello di “rimettere in piedi” il palazzetto, ma di trasformarlo in un impianto polifunzionale capace di ospitare eventi sportivi di rilievo, concerti, congressi e manifestazioni culturali di livello nazionale. Le risorse economiche vengono finalmente reperite e il cantiere prende forma.
Dopo decenni di immobilismo, l’area torna a essere attraversata da operai, tecnici e mezzi, segnando una discontinuità netta con il passato. Lo stato di avanzamento dei lavori è stato verificato nel corso di un sopralluogo tecnico promosso dal sindaco Enrico Trantino, al quale hanno partecipato rappresentanti dell’amministrazione, della commissione consiliare Sport e Cultura, del V Municipio e i tecnici coinvolti nel progetto.
Dal sopralluogo è emerso che gli interventi hanno superato il 50% di avanzamento e procedono secondo programma. Il PalaNesima, capace di ospitare circa 4.500 spettatori (estensibili fino a 5.000 posti a sedere), sorge in un’area che sta assumendo sempre più i contorni di una vera cittadella dello sport.
Nella stessa zona sono già operativi la piscina olimpionica e il campo di calcio in erba sintetica, completati nei mesi scorsi, mentre sono in corso o programmati ulteriori impianti sportivi e infrastrutture per la mobilità.
«Il PalaNesima che doveva essere pronto per le Universiadi del 1997 – ha dichiarato il sindaco Trantino – è finalmente destinato a diventare un impianto polifunzionale per eventi sportivi e di intrattenimento, baricentrico rispetto a un sistema ragionato di moderni impianti per lo sport agonistico e di base».
Un sistema che sarà collegato al resto della città grazie alla vicina stazione della metropolitana, a un grande parcheggio scambiatore, a diverse linee di autobus e a una green way ciclopedonale ricavata sul sedime della vecchia Circumetnea. Nel dettaglio, l’impianto sarà utilizzabile per discipline sportive indoor di rilievo — come il tennis, grazie all’ampiezza del parterre — ma anche per concerti e grandi eventi.
Parallelamente avanzano altri interventi finanziati con risorse extra bilancio, senza oneri per il Comune: aree per arrampicata, skatepark, bike pump track, percorsi ciclopedonali, un playground del programma nazionale “Sport Illumina”, la riqualificazione delle palestre e della piscina comunale, oltre a nuove opere stradali di collegamento tra i vari impianti.
Il costo complessivo degli interventi nell’area di Nesima supera i 33 milioni di euro, configurando uno degli investimenti più rilevanti degli ultimi anni sul fronte della rigenerazione urbana. «Investimenti di questa portata – ha aggiunto il sindaco – hanno un evidente significato sociale. Stiamo dando centralità a una zona rimasta troppo a lungo periferica, con un sistema integrato di interventi senza precedenti a Catania».
Se le scadenze verranno rispettate, il nuovo PalaNesima potrà tornare a essere uno spazio vivo, capace di attrarre eventi e di offrire nuove opportunità a un’area della città a lungo marginalizzata. La sfida, però, non si esaurisce con la fine dei lavori: decisiva sarà la gestione futura, affinché la struttura non ricada, ancora una volta, nel silenzio.
Dopo quasi trent’anni di attesa, Catania sembra finalmente vicina a voltare pagina. Il PalaNesima, da simbolo di incompiutezza, potrebbe diventare il segno concreto di una rinascita possibile. I prossimi mesi diranno se questa volta l’epilogo sarà davvero diverso.
Il PalaNesima nasce negli anni Novanta, in un periodo in cui Catania cercava di affermarsi come città capace di ospitare grandi eventi sportivi. Realizzato in vista delle Universiadi del 1997, il palazzetto doveva rappresentare un’infrastruttura moderna, in grado di servire non solo lo sport agonistico ma anche spettacoli e manifestazioni di rilievo.
Un obiettivo che, però, rimase incompiuto.
Terminato l’evento internazionale, l’impianto non trovò mai una collocazione stabile. Mancò una gestione continuativa, mancò una programmazione e, soprattutto, mancò una visione di lungo periodo. L’utilizzo fu sporadico e insufficiente a garantirne manutenzione e vitalità.
Col passare degli anni, il PalaNesima entrò in una lenta ma costante fase di degrado. L’assenza di interventi strutturali e la chiusura prolungata trasformarono quella che doveva essere una risorsa in un problema. La struttura, pur rimanendo solida dal punto di vista statico, venne progressivamente svuotata di funzioni e lasciata all’incuria. Per il quartiere e per la città, il palazzetto divenne l’emblema di un’opera incompiuta: un grande contenitore senza contenuto, circondato da promesse mai mantenute e da progetti annunciati ma mai partiti.
Il cambio di passo arriva negli ultimi anni, quando il Comune di Catania inserisce il PalaNesima all’interno di un più ampio piano di rigenerazione urbana e sportiva. L’obiettivo non è più soltanto quello di “rimettere in piedi” il palazzetto, ma di trasformarlo in un impianto polifunzionale capace di ospitare eventi sportivi di rilievo, concerti, congressi e manifestazioni culturali di livello nazionale. Le risorse economiche vengono finalmente reperite e il cantiere prende forma.
Dopo decenni di immobilismo, l’area torna a essere attraversata da operai, tecnici e mezzi, segnando una discontinuità netta con il passato. Lo stato di avanzamento dei lavori è stato verificato nel corso di un sopralluogo tecnico promosso dal sindaco Enrico Trantino, al quale hanno partecipato rappresentanti dell’amministrazione, della commissione consiliare Sport e Cultura, del V Municipio e i tecnici coinvolti nel progetto.
Dal sopralluogo è emerso che gli interventi hanno superato il 50% di avanzamento e procedono secondo programma. Il PalaNesima, capace di ospitare circa 4.500 spettatori (estensibili fino a 5.000 posti a sedere), sorge in un’area che sta assumendo sempre più i contorni di una vera cittadella dello sport.
Nella stessa zona sono già operativi la piscina olimpionica e il campo di calcio in erba sintetica, completati nei mesi scorsi, mentre sono in corso o programmati ulteriori impianti sportivi e infrastrutture per la mobilità.
«Il PalaNesima che doveva essere pronto per le Universiadi del 1997 – ha dichiarato il sindaco Trantino – è finalmente destinato a diventare un impianto polifunzionale per eventi sportivi e di intrattenimento, baricentrico rispetto a un sistema ragionato di moderni impianti per lo sport agonistico e di base».
Un sistema che sarà collegato al resto della città grazie alla vicina stazione della metropolitana, a un grande parcheggio scambiatore, a diverse linee di autobus e a una green way ciclopedonale ricavata sul sedime della vecchia Circumetnea. Nel dettaglio, l’impianto sarà utilizzabile per discipline sportive indoor di rilievo — come il tennis, grazie all’ampiezza del parterre — ma anche per concerti e grandi eventi.
Parallelamente avanzano altri interventi finanziati con risorse extra bilancio, senza oneri per il Comune: aree per arrampicata, skatepark, bike pump track, percorsi ciclopedonali, un playground del programma nazionale “Sport Illumina”, la riqualificazione delle palestre e della piscina comunale, oltre a nuove opere stradali di collegamento tra i vari impianti.
Il costo complessivo degli interventi nell’area di Nesima supera i 33 milioni di euro, configurando uno degli investimenti più rilevanti degli ultimi anni sul fronte della rigenerazione urbana. «Investimenti di questa portata – ha aggiunto il sindaco – hanno un evidente significato sociale. Stiamo dando centralità a una zona rimasta troppo a lungo periferica, con un sistema integrato di interventi senza precedenti a Catania».
Se le scadenze verranno rispettate, il nuovo PalaNesima potrà tornare a essere uno spazio vivo, capace di attrarre eventi e di offrire nuove opportunità a un’area della città a lungo marginalizzata. La sfida, però, non si esaurisce con la fine dei lavori: decisiva sarà la gestione futura, affinché la struttura non ricada, ancora una volta, nel silenzio.
Dopo quasi trent’anni di attesa, Catania sembra finalmente vicina a voltare pagina. Il PalaNesima, da simbolo di incompiutezza, potrebbe diventare il segno concreto di una rinascita possibile. I prossimi mesi diranno se questa volta l’epilogo sarà davvero diverso.
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