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Beni culturali privati che non vengono usati: anche in Sicilia il bando per averli in affitto

Palazzi di valore storico e artistico possono essere dati ad associazioni ed enti perché li usino e li valorizzano: l'idea della Fondazione con il Sud con il bando "Il bene torna comune"

Balarm
La redazione
  • 9 marzo 2018

Il centro storico di Palermo

Quattro milioni di euro destinati ai proprietari di beni di pregio storico, artistico e culturale e alle associazioni, per recuperare e valorizzare i beni inutilizzati nel Mezzogiorno, Sicilia compresa. È l’opportunità lanciata dalla Fondazione con il Sud con il bando "Il bene torna comune".

Non sono poche le famiglie che posseggono beni di pregio storico, artistico e culturale ma che non sanno bene come valorizzarli, non hanno i fondi, il tempo, le competenze per farlo. Beni che farebbero da ciliegina sulla torta delle attività svolte da associazioni e enti che hanno bisogno di una sede e che potrebbero recuperare e promuovere il bene stesso.

Nell'ottica di fare incontrare domanda e offerta Fondazione con il Sud lancia il bando "Il bene torna comune", un bando da quattro milioni di euro per i proprietari di immobili presenti in Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia.

Questi potranno mettere i loro immobili a disposizione delle comunità locali, tramite un regolare contratto di affitto, per un periodo di almeno dieci anni anni e dopo, rivolgendosi alle associazioni non profit potranno accogliere le proposte di valorizzazione.

Il bando prevede due fasi. La prima si chiude entro il 30 marzo, termine entro il quale amministratori e proprietari (che possono essere persone fisiche e giuridiche, enti pubblici e privati) possono inviare alla Fondazione una manifestazione di interesse con cui si impegnano, tra l’altro, a riservarle l’onere e il diritto di individuare il miglior intervento di valorizzazione del bene e, di conseguenza, di selezionare l’ente del Terzo settore a cui concederanno l’utilizzo del bene per almeno un decennio. Il proprietario dovrà indicare il canone annuale che l’organizzazione eventualmente assegnataria dovrà corrispondere.

Nella seconda fase, che si concluderà alle 13 del 27 luglio, gli enti potranno presentare progetti di valorizzazione in un’ottica di uso comune e di restituzione alla collettività degli immobili.

Le proposte potranno essere presentate da partnership composte da almeno tre soggetti, di cui due organizzazioni di Terzo settore, oltre a istituzioni, università, mondo economico e della ricerca.

Il contributo massimo concesso da parte della Fondazione è di 500mila euro. Il bando prevede una quota di co-finanziamento a carico dei proponenti pari ad almeno il 20 per cento del costo complessivo.

La quota destinata alla copertura dei costi di ristrutturazione, restauro, adeguamento e investimento produttivo non potrà superare il 50 per cento dei costi totali.

Sarà la Fondazione con il Sud a valutare man mano gli immobili pubblicando una scheda di quelli ritenuti idonei sulla pagina web del sito dedicata al bando.

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