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Teatro Pirandello

Indirizzo
Piazza Luigi Pirandello 35
92100 Agrigento (Ag) - Vedi mappa
Apertura
Biglietteria: lunedì, mercoledì e venerdì dalle 9.00 alle 13.00; martedì e giovedì dalle 15.00 alle 18.30
Visite
Dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 14.30 alle 18.30
Ingresso
2.50 euro (ticket visita)
Telefono
0922 590220
E-mail
info@fondazioneteatropirandello.it
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La redazione

Teatro Pirandello di Agrigento

Il Teatro Luigi Pirandello di Agrigento fu costruito nel 1870 dall'ingegnere Dionisio Sciascia e dall'architetto Giovan Battista Filippo Basile, già disegnato re e progettista del Teatro Massimo di Palermo.

Il Teatro fu aperto al pubblico nel 1880 e, appena un anno dopo, gli fu dato il nome di "Regina Margherita", in seguito ad una visita in città della sovrana.

Durante la Seconda Guerra Mondiale il Teatro fu utilizzato come sala per le proiezioni cinematografiche.

Nel 1946, in occasione del decennale della morte del drammaturgo Luigi Pirandello, una delibera del consiglio comunale diede al Teatro l'attuale nome, "Luigi Pirandello". Nel 1953 al teatro Pirandello approdarono riviste famose, "Attanasio cavallo vanesio" con Renato Rascel, "Rinaldo in campo" con Carlo Croccolo e "Le baruffe chiozzotte" di Carlo Goldoni, con Tino Scotti.

L'accesso al Teatro, attraverso l'atrio di Palazzo dei Giganti, mostra un prospetto neoclassico su due livelli, caratterizzato da tre coppie di colonne in stile ionico ai lati di tre ampie vetrate.

Nella parte superiore si distinguono sei bassorilievi a medaglione raffiguranti altrettanti autori dell'arte teatrale, mentre il primo livello, invece, presenta un porticato ad arco con al centro lo stemma della città, che raffigura tre giganti che sorreggono le tre torri medievali del colle.

L'atrio ospita due lapidi marmoree dedicate al cinquantenario della morte del drammaturgo Pirandello ed alla intitolazione del teatro al celebre autore, e una terza targa bronzea che raffigura Dante Alighieri con alle spalle il pino di Pirandello, a simboleggiare la continuità tra i due esponenti della letteratura italiana.

Gli interni furono decorati da alcuni tra i pittori più noti dell'Ottocento, come i milanesi Giuseppe Belloni, Luigi Sacco e Antonio Tavella ai quali si devono le decorazioni del soffitto e dei frontali dei palchi.

Purtroppo il sipario originale, dipinto dal pittore messinese Luigi Queriau, e raffigurante il valoroso atleta akragantino Esseneto che ritorna vincitore da Elea, andò perduto durante il lungo periodo di chiusura del Teatro e venne sostituito soltanto nel 2007 dal produttore Francesco Bellomo, che ne commissionò la realizzazione con le stesse tecniche dell'epoca e con la riproduzione dell'affresco originale.
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