A 16 anni ha già collezionato tre ori: da Palermo Riccardo punta dritto ai Mondiali
Riccardo Buccheri è una giovane promessa del Brazilian Jiu Jitsu. Alla sua età ha praticamente vinto tutto, l'ultima premiazione alla Fondazione Falcone. La storia
Riccardo Buccheri
Mentre l'ormai ex presidente della Figc Gabriele Gravina, si è reso protagonista di una delle uscite più infelici legate al mondo dello sport degli ultimi anni - definendo il calcio l’unico sport professionistico rispetto a tutti gli altri, da lui ritenuti dilettantistici - c’è chi, ogni giorno, con impegno, duro lavoro e dedizione, porta avanti il proprio percorso in discipline che, grazie ad atleti come questo, meritano il massimo rispetto e dignità.
Riccardo Buccheri, giovane palermitano che a soli 16 anni ha già collezionato una lunga serie di traguardi nel mondo del Brazilian Jiu Jitsu. Una sequenza di successi culminata, da ultimo, giovedì 2 aprile, nella sede della Fondazione Falcone. Ma procediamo con ordine.
Abbiamo avuto modo il piacere di intervistare Riccardo Buccheri, col quale abbiamo ripercorso i suoi intensi quattro anni di pratica del BJJ: «Ho iniziato a praticare il Ju Jitsu nel 2022. Ho avuto modo di conoscere questo fantastico sport grazie a mio fratello, dato che nostra madre mi aveva chiesto di accompagnarlo a una prova. Ma appena finita quest’ultima piacque più a me che a lui» racconta ridendo.
Da quel momento, Riccardo con grande impegno e dedizione è riuscito a ottenere una lunga serie di traguardi: «Già da piccolino vinsi il campionato italiano e questa gioia mi ha dato il sogno di diventare sempre più forte. Dopo varie medaglie nel circuito FIJLKAM ho iniziato a vincere nell’AJP tour. Da lì ho capito non solo le mie potenzialità, ma anche quanto il Ju Jitsu mi abbia formato come persona, dandomi lezioni di vita, insegnandomi il rispetto e la disciplina».
Nel circuito dell’AJP, Riccardo ha infatti collezionato 2 bronzi, 1 argento e ben 3 ori: di questi ultimi, il primo all’International di Roma nella categoria No-Gi, mentre i restanti due al National di Milano nella categoria Gi e No-Gi.
Un percorso ancora lungo e dalla grande prospettiva quello di Riccardo, che ora punta lo sguardo verso i campionati del mondo: «Il mio sogno è ovviamente quello di partecipare e vincere un mondiale. Ed è anche probabile che tra non molti anni vi partecipi», dice deciso nel portare a casa una medaglia.
Nonostante i suoi numerosi successi, Riccardo riconosce umilmente che i suoi traguardi non sarebbero stati gli stessi senza la sua palestra, che definisce "famiglia".
«Questo mio percorso – sottolinea Riccardo - non sarebbe stato lo stesso senza la grande famiglia della Makoto e della Trinacria BJJ, grazie ai maestri Dario Nucifora e Davide Cialona e a tutti i miei compagni di palestra che mi aiutano nella preparazione alle gare, dandomi degli esempi da seguire come quelli di Gabriele Brucoli e Flavio La Bruna che mi sono serviti da forte stimolo e esempio».
Proprio il suo maestro Dario Nucifora ha speso bellissime parole sul percorso del ragazzo: «Se dovessi valutare il percorso di crescita di Riccardo dovrei trovare un voto che supera il dieci e lode. Grazie alla sua passione e dedizione, il ragazzo sta raggiungendo in poco tempo dei risultati straordinari, che di norma richiederebbero anche più tempo di lavoro. Da quando si è iscritto non ho memoria di una sua assenza, e credo che con questa determinazione lui possa arrivare veramente in alto tanto da riuscire a vincere un mondiale».
Una serie di traguardi, come quello di Riccardo, che generano poi un circolo vizioso che stimola tutti gli atleti a dare il massimo: «Mi ritengo soddisfatto rispetto a tutto quello che sta facendo la Makoto, specie dopo il duro stop che tutti gli sport di contatto hanno subito durante il periodo Covid. Siamo riusciti a portare a casa dei risultati collettivi come essere la prima classificata come società nel No-Gi FIJKAM. Quando ci si allena in ambienti come il nostro, si genera una sorta di meccanismo di stimolo reciproco tra gli atleti, trasmettendo valori importanti legati alla perseveranza e alla dedizione».
Riccardo Buccheri, giovane palermitano che a soli 16 anni ha già collezionato una lunga serie di traguardi nel mondo del Brazilian Jiu Jitsu. Una sequenza di successi culminata, da ultimo, giovedì 2 aprile, nella sede della Fondazione Falcone. Ma procediamo con ordine.
Abbiamo avuto modo il piacere di intervistare Riccardo Buccheri, col quale abbiamo ripercorso i suoi intensi quattro anni di pratica del BJJ: «Ho iniziato a praticare il Ju Jitsu nel 2022. Ho avuto modo di conoscere questo fantastico sport grazie a mio fratello, dato che nostra madre mi aveva chiesto di accompagnarlo a una prova. Ma appena finita quest’ultima piacque più a me che a lui» racconta ridendo.
Da quel momento, Riccardo con grande impegno e dedizione è riuscito a ottenere una lunga serie di traguardi: «Già da piccolino vinsi il campionato italiano e questa gioia mi ha dato il sogno di diventare sempre più forte. Dopo varie medaglie nel circuito FIJLKAM ho iniziato a vincere nell’AJP tour. Da lì ho capito non solo le mie potenzialità, ma anche quanto il Ju Jitsu mi abbia formato come persona, dandomi lezioni di vita, insegnandomi il rispetto e la disciplina».
Nel circuito dell’AJP, Riccardo ha infatti collezionato 2 bronzi, 1 argento e ben 3 ori: di questi ultimi, il primo all’International di Roma nella categoria No-Gi, mentre i restanti due al National di Milano nella categoria Gi e No-Gi.
Un percorso ancora lungo e dalla grande prospettiva quello di Riccardo, che ora punta lo sguardo verso i campionati del mondo: «Il mio sogno è ovviamente quello di partecipare e vincere un mondiale. Ed è anche probabile che tra non molti anni vi partecipi», dice deciso nel portare a casa una medaglia.
Nonostante i suoi numerosi successi, Riccardo riconosce umilmente che i suoi traguardi non sarebbero stati gli stessi senza la sua palestra, che definisce "famiglia".
«Questo mio percorso – sottolinea Riccardo - non sarebbe stato lo stesso senza la grande famiglia della Makoto e della Trinacria BJJ, grazie ai maestri Dario Nucifora e Davide Cialona e a tutti i miei compagni di palestra che mi aiutano nella preparazione alle gare, dandomi degli esempi da seguire come quelli di Gabriele Brucoli e Flavio La Bruna che mi sono serviti da forte stimolo e esempio».
Proprio il suo maestro Dario Nucifora ha speso bellissime parole sul percorso del ragazzo: «Se dovessi valutare il percorso di crescita di Riccardo dovrei trovare un voto che supera il dieci e lode. Grazie alla sua passione e dedizione, il ragazzo sta raggiungendo in poco tempo dei risultati straordinari, che di norma richiederebbero anche più tempo di lavoro. Da quando si è iscritto non ho memoria di una sua assenza, e credo che con questa determinazione lui possa arrivare veramente in alto tanto da riuscire a vincere un mondiale».
Una serie di traguardi, come quello di Riccardo, che generano poi un circolo vizioso che stimola tutti gli atleti a dare il massimo: «Mi ritengo soddisfatto rispetto a tutto quello che sta facendo la Makoto, specie dopo il duro stop che tutti gli sport di contatto hanno subito durante il periodo Covid. Siamo riusciti a portare a casa dei risultati collettivi come essere la prima classificata come società nel No-Gi FIJKAM. Quando ci si allena in ambienti come il nostro, si genera una sorta di meccanismo di stimolo reciproco tra gli atleti, trasmettendo valori importanti legati alla perseveranza e alla dedizione».
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