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A Castelvetrano le strade si "puliscono" così: la rivoluzione (gentile) di una giovane mamma

Con la speranza che quanto messo in atto possa scoraggiare e far riflettere chi fa un "uso" dell’ambiente alquanto discutibile, vi raccontiamo l'iniziativa di Emanuela

Jana Cardinale
Giornalista
  • 15 aprile 2021

Emanuela Indiano

Colorare quella parte di mondo che ci appare grigia, sporca e trascurata. Per renderla migliore, più lucente e fresca, soprattutto agli occhi dei bambini, che guardano la vita, e gli adulti, senza i filtri della convenienza e dell’accettazione.

Su questa spinta, e mossa dal bisogno di intervenire nel modo più immediato per abbellire alcuni angoli deturpati della propria città, Emanuela Indiano, di 34 anni, di Castelvetrano, si è procurata pennelli e inventiva, e ha investito tutta la sua creatività in alcune semplici cassette di legno utilizzate per la vendita della frutta o in altri imballaggi ecologici utilizzati dai commercianti per esporre altra merce.

Li ha dipinti e riempiti di fiori, ‘correggendo’ il buio con la fantasia e valorizzando alcune vie del centro dove veniva depositata, e lasciata ingiustamente in bella mostra, la spazzatura.

Emanuela racconta così il suo gesto spontaneo e tenace: «Ho un figlio di sette anni, che un giorno uscendo di casa e guardando per strada la spazzatura mi ha detto: "Che schifo".



Ecco, questa frase mi ha colpito, e fatto comprendere quanto malessere, al di là di ogni brutta visione che già un mondo in pandemia può dare a un bambino cui vengono spenti i giorni di normalità, può causare la sensazione di un contesto sporco.

Per questo ho deciso di fare quello che potevo, e di mostrarglieli io i colori, nuovi, vivaci, puliti, per provare ad avviare una piccola rivoluzione buona che non ha bisogno di alcuna autorizzazione».

Con queste parole la giovane mamma spiega l’inizio della sua avventura, che oggi coinvolge altri bambini e gli anziani di una casa di riposo, pronti a collaborare, a dare una mano e a provare a sovvertire le cose. Le pedane oggi colorate sono messe là dove venivano depositati i rifiuti e negli stessi posti oggi l’immondizia non c’è più.

«L’idea della pedana, dei pallet e dei bancali in legno grezzo poi colorati e riempiti di fiori – dice - non nasce per mettere in atto una forma di decoro urbano, che è naturalmente compito e prerogativa di un Comune, e io non voglio né ho la pretesa di intervenire in questo senso.

La mia è stata solo un’idea estemporanea dettata dalla voglia di dare un tocco di magia agli occhi dei più piccoli in particolare e rendere più belle le vie della mia città in cui purtroppo a causa di alcune brutte abitudini i luoghi rischiano di essere imbrattati».

A Castelvetrano esiste da sue anni un servizio di raccolta dei rifiuto anche ingombranti gratuito.

«Purtroppo i pochi, soliti, incivili – aggiunge - lasciano cumuli dappertutto. Mi piacerebbe che oggi chi si indigna per la mia guerra contro chi sporca perché non sono munita delle autorizzazioni necessarie, si indignasse nei confronti di chi abbandona indiscriminatamente i rifiuti, e forse queste pedane non autorizzate non avrebbero avuto motivo di esistere».

In città intanto, si è mossa una catena di solidarietà: c’è chi ha donato i fiori, chi i colori, chi le stesse cassette da dipingere che in genere venivano dismesse in breve.

Emanuela racconta di aver posizionato le pedane lungo le vie non solo del centro ma anche della periferia, per lanciare un messaggio, e cioè che da quel "marchio" oggi nascono i fiori. La sua attività non è passata inosservata e anche sui social qualcuno ha deciso di complimentarsi per l’idea e la buona volontà.

«Quelli che vendono la frutta prima restituivano le cassette, oggi le regalano a me – conclude Emanuela – e il mio bambino è felicissimo; ha visto sbocciare i colori, e si è rincuorato».

Emanuela Indiano è una ristoratrice, e in questo momento in cui la sua attività è ovviamente bloccata dalle limitazioni imposte dalla pandemia ha deciso di dedicarsi al sociale.

Il tutto va avanti da circa un mese, con la speranza che quanto messo in atto possa scoraggiare e far riflettere chi fa un "uso" dell’ambiente alquanto discutibile. Una piccola rivoluzione gentile, praticata da una giovane con all’attivo anche una militanza politica, che, tuttavia, non c’entra con quanto messo in pratica in questi giorni a Castelvetrano.

Le pedane sono removibili, si possono eliminare quando si vuole, in qualsiasi momento. «Non mi sono appropriata di nulla – sorride - se non, spontaneamente, di un momento di respiro da condividere con la collettività».
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