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A Palermo c'è la Porta del Tempo: nel Pantheon cittadino il capolavoro dei misteri

Un affresco della fine del Settecento ricco di simboli, lettere e date: dietro il dipinto c'è un monumentale studio matematico che predice date e ricorrenze fino a oltre il 2190

Dario La Rosa
Giornalista
  • 10 settembre 2018

Il frontone della Porta del Tempo (Palermo)

Una vera porta del tempo che esiste davvero, a Palermo nella Sala del Calendario in San Domenico (sulla piazza omonima), luogo che ospita un affresco dal fascino senza eguali: un calendario liturgico capace di svelare in anticipo di secoli le festività "mobili".

Una sorta di calendario perpetuo e scientifico che colora la facciata di un muro di blu cobalto con decine di simboli appartenenti alla religione cattolica e non solo. Davvero uno spettacolo che lascia a bocca aperta.

È un ambiente privato ma tuttavia visitabile: cittadini e curiosi sono invitati a godere questo magnifico affresco a parete realizzato nel 1723 dal padre domenicano Benedetto Maria Castrone e sovrastato dal motto "Ianua Temporu Perpetua" (Porta Perpetua del Tempo).

L'affresco è collegato a uno studio illustrato dal titolo Horographia Universalis, scritto dallo stesso prete: fine matematico, illustre astronomo e studioso di architettura Castrone nasce da una famiglia aristocratica ma all'età di 19 anni rinuncia ai privilegi del suo rango (erano duchi) e ai vantaggi della primogenitura per entrare nell'Ordine dei Frati Predicatori.

Il luogo, da lui disegnato, è unico al mondo: l'affresco classicheggiante, tra simboli, lettere e numeri incornicia in maniera spettacolare la porta d'accesso alla sala accanto, un tempo biblioteca privata della Casa dei Domenicani.

Questo Calendario Liturgico perpetuo a muro scandisce temporalmente le ricorrenze più importanti del mondo cristiano a partire dalla Pasqua di Resurrezione e alle altre a essa correlate, Quaresima e Pentecoste. .

Il calendario copre un arco di temporale che va dall'anno 1700 e supera il 2192: procedimenti matematici e calcoli astronomici sono disposti in un ordine preciso e apparentemente misterioso.

Si tratta di una complessa e intrigante trasposizione visiva e figurata dello studio scientifico la cui utilità principale è calcolare la data della Pasqua parendo dalla regola principe, stabilita nel 325 durante il "Concilio di Nicea" voluto dall'imperatore romano Costantino.

Durante il Concilio, si decise che la Pasqua si sarebbe celebrata la prima domenica dopo la prima luna piena dopo l'equinozio di primavera, che da quel momento è stato fissato al 21 di marzo di ogni anno.

Per queste ragioni la festività pasquale non può cadere né prima del 22 marzo né dopo il 25 aprile e a questo specifico calcolo fu dato il nome di "Regola Alessandrina".

Fedele a questa regola, ancora oggi il calendario del Castrone permette di determinare la ricorrenza tenendo anche conto del margine di errore che nel tempo si è generato: 11 minuti e 14 secondi l'anno.

Per i più appassionati è possibile anche "interpretare" tutti i simboli dell'affresco: basta osservare l'insieme dell'opera insieme a qualcuno che sappia leggere ogni particolare dettaglio.

Dal 2010 che l'associazione Itiner'ars e la Comunità dei Padri Domenicani approfondiscono gli studi e l'interpretazione della porta del tempo e ne promuovono la sua conoscenza organizzando visite guidate (per informazioni 338 7228775 e 338 4512011).

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