A Palermo le sue vignette restano iconiche: l'illustratore Dario Corallo ci lascia a 66 anni
Ex dipendente del Giornale di Sicilia, le sue illustrazioni hanno arricchito per le pagine del quotidiano. Tanti i messaggi di cordoglio di giornalisti e colleghi
Dario Corallo (foto da Facebook)
Illustratore e grafico, è stato dipendente del Giornale di Sicilia. Nel corso della sua carriera ha curato impaginazioni e collaborato alla realizzazione di vignette e contenuti grafici che hanno accompagnato le pagine del quotidiano. «La notizia della sua scomparsa ha suscitato cordoglio tra colleghi - scrive l'Assostampa - e quanti lo hanno conosciuto nel mondo dell’informazione e della grafica editoriale.
«La mia stanza al giornale era tappezzata con le sue vignette - Lo ricorda il giornalista Gery Palazzotto - Una notte, nel delirio di chissà quale fatto di cronaca, inventammo un personaggio. Era Escreman, un supereroe che ci avrebbe salvato da cretini e prepotenti. Escreman diventò poi una parola d’ordine, seguita sempre dal gesto tipico del suo collega più illustre, Superman.
Quando c’era una prima pagina da smontare all’ultimo minuto, un menabò da ricostruire secondo le manie del direttore, una grafica da inventare, c’era Escreman a correre in aiuto. Ora, Dario caro, vatti a fare un bel giro col nostro supereroe. E resta lontano dalle miserie di un mondo che non vale più la pena di essere disegnato. Ancor più senza di te».
Tanti messaggi di cordoglio e i ricordi dei giornalisti e colleghi che hanno condiviso con lui giornate e anni di lavoro. «Quanta vita che è passata, Dario - scrive il giornalista Giacinto Pipitone -. Disegni e sogni, articoli e grafici. Tutto aveva i colori pastello della felicità in progress. Tutto ora ha il velo scuro dei giorni tristi.
«Gli dicevo che aveva una faccia da fumetto - scrive il giornalista Mario Pintagro -. Sembrava uscito dalla china di Magnus. Lui era d'accordo. Ma solo in parte. Quante cose abbiamo fatto insieme, soprattutto prima che entrasse al Gds. Erano i tempi in cui non contrattavamo la prestazione; lui, al momento del pagamento, usava un linguaggio non verbale, forse mutuato dai fumetti: apriva il cassetto perché io deponessi il "quantum", mentre continuava a lavorare in silenzio, sotto il mio sguardo».
«E adesso Dario Corallo vola fra i suoi draghi, fra le sue creature spaziali, fra i suoi fumetti. Vola con il suo sorriso sempre pronto, con la levità che ha accompagnato il suo viaggio in terra e regalato buonumore a tutti noi. Lo ricordo una notte di trentacinque anni fa - pubblica in un post il giornalista Emanuele Lauria -, intento a realizzare le tavole di un gioco-test per Giosette, settimanale per ragazzi, su un tema centrale per il mondo del tipo: “Come abbordare una ragazza in discoteca”.
Noi, due giovanissimi giornalisti, scrivemmo i testi con l’entusiasmo che solo l’età - o la voglia di conquistare qualcuno -poteva darci. Lui fece un capolavoro, come sempre, perché la fantasia e l’arte del disegno sono quelle cose che non impari a scuola e non ti possono venire tolte da alcuna forma di intelligenza artificiale. Per lui, animo eletto costretto a far quadrare i menabò nel fumo di una redazione, vale la frase che Gianni Brera scrisse quando morì Beppe Viola: era nato per parlare con gli angeli ma fu costretto a frequentare i bordelli. Ciao Dario, di quegli angeli ora facci le caricature».
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