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A Palermo vai a scuola e impari le lingue in un’escape room: cos'è “Enigmap”

È capitato a tutti di distrarci durante le lezioni e di perdere l'attenzione: per ovviare al problema e con questo spirito, nasce il progetto innovativo dedicato alle scuole

Nicoletta Sanfratello
Studentessa di Lettere classiche
  • 6 febbraio 2026

Enigmap

E se l’insegnamento delle lingue cambiasse volto? È capitato a tutti a scuola di perderci tra i pensieri e di fantasticare durante le lezioni. Per ovviare a questo problema, si sono adoperati diversi professori e pedagogisti, cercando di trovare metodi alternativi e più coinvolgenti per affrontare le lezioni a scuola: quiz, flipped classroom (classe capovolta, ndr) e altri metodi, si stanno impiantando sempre di più nella vita scolastica di professori e alunni.

Con questo spirito, nasce il progetto per le scuole “Enigmap Language Lab”, in cui gli studenti di 300 scuole giocheranno delle escape room virtuali per imparare le lingue.

Finanziato dalla Fondazione Compagnia di San Paolo di Torino e in collaborazione con il Dipartimento di Scienze per l’Economia e l’Impresa dell’Università di Firenze e il Centro di Ricerca sui Giochi per il Cambiamento Sociale (GIX), il progetto vuole sviluppare e mettere a disposizione diverse escare room, da utilizzare durante le lezioni e i laboratori linguistici, rendendo l’apprendimento più coinvolgente.

Gli studenti, infatti, dovranno risolvere il gioco superando diverse prove che comprendono l’ascolto, la lettura, e il dialogo nella lingua interessata. I giochi sono disponibili in 5 lingue diverse: l’italiano, l’inglese, lo spagnolo, il francese e il portoghese.

È aperto il reclutamento delle scuole su scala nazionale per partecipare alla sperimentazione di didattica innovativa e Palermo è tra le candidate. Questo contribuirà allo sviluppo di nuovi modelli educativi, supportarti dal lavoro di raccolta dati dell’università e del centro di ricerca.

Le scuole del capoluogo che aderiranno potranno partecipare gratuitamente e decidere in autonomia quando avviare la sperimentazione, in base alle proprie esigenze organizzative e didattiche.

Il progetto, nato dall’associazione Enigmap ha preso la via della didattica quasi per caso: «Enigmap è una realtà che è nata con un intento ludico, siamo nati come una piattaforma web che sviluppava giochi di escape room online e altre tipologie di giochi multimediali e interattivi – dichiara a Balarm Beniamino Ramonda, presidente dell’associazione -.

Nell'ultimo anno e mezzo siamo stati tirati dentro ad alcuni progetti, uno col Comune di Milano e uno con l'Università di Ferrara e ci siamo accorti che i giochi che realizziamo potevano essere utilizzati non solo per scopi ludici, ma anche per agganciare e attirare i ragazzi giovani sui temi più disparati. Proprio parlando con alcuni amici che insegnano nelle scuole superiori e che hanno visto i giochi, ci è venuta in mente l’idea di utilizzarli come mezzo di supporto per l’apprendimento di lingue straniere».

Le escape room che vengono proposte ai ragazzi sono complesse e stimolano il ragionamento e il lavoro di squadra: «Ci sono già insite nei giochi che progettiamo delle dinamiche di competizione, di gioco di squadra che favoriscono e richiedono il gioco di gruppo e la risoluzione di enigmi in team. Tutto ciò ci ha spalancato il mondo della gamification e l'insegnamento di determinati argomenti attraverso il gioco.

Il problema di oggi, sottolineato spesso da tantissimi insegnanti, è che diventa molto difficile agganciare l'attenzione dei ragazzi. Strumenti come questi diventano importanti per la loro componente di interazione: bisogna leggere, ascoltare audio in lingua e risolvere enigmi che hanno a che fare con numeri o parole».

Nel progetto, sono state coinvolte anche l’Università di Firenze e il GIX per monitorare attraverso una ricerca l’impatto effettivo che questo progetto avrebbe sull’apprendimento delle lingue: «L'idea è di tirare dentro al progetto 300 scuole tra medie e superiori, in un periodo di 24 mesi, per poter poi realizzare un report scientifico. Ogni scuola può partecipare con uno slot di 8 mesi all'interno dei 24 previsti, scegliendo quando cominciare.

Richiediamo un numero minimo di partite giocate e di classi partecipanti, ma non c'è un limite massimo», continua Ramonda. Le escape room che i ragazzi giocheranno trattano dei temi più disparati, permettendo agli studenti di imparare la lingua con naturalezza e divertendosi: «Siamo partiti dalle escape room perché è quello che facciamo.

La scrittura dei testi è stata fatta con l'aiuto di alcuni professori che insegnano lingue alle superiori. Sono giochi con trame trasversali: dalla resistenza partigiana alla scelta consapevole o alle dinamiche di genere».
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