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A Palermo vanno in fumo 12 milioni: solo 1 asilo nido completo su 25, è polemica

Alla scadenza del 30 giugno nel capoluogo risulta completata una sola opera tra quelle finanziate con le risorse europee: l'intervista ad Adriano Varrica

Giulia Ortaggio
Studentessa di Scienze della Comunicazione
  • 3 luglio 2026

Asilo nido

Alla scadenza del 30 giugno, fissata dal cronoprogramma del Pnrr per gli interventi su asili nido, scuole dell'infanzia e mense scolastiche, a Palermo risulta completata una sola opera tra quelle finanziate con le risorse europee.

È quanto emerge dal monitoraggio realizzato dal deputato regionale Adriano Varrica e dal consigliere comunale Antonino Randazzo (M5S), che ricostruisce lo stato di avanzamento dei 25 progetti finanziati con oltre 20 milioni di euro.

L'unico intervento concluso è la riqualificazione dell'ex asilo rurale “Principe Umberto” di via Di Dio, finanziata con circa 715 mila euro e chiuso per 15 anni. Nove cantieri risultano ancora aperti, mentre altri quindici, per un valore complessivo di quasi 12 milioni di euro, vengono considerati dal report ormai fuori dal perimetro del Pnrr.

Secondo il monitoraggio, sette interventi sono stati oggetto di rinuncia formale da parte del Comune, mentre per altri otto non risultano atti o stati di avanzamento compatibili con il rispetto delle scadenze del Piano.

Su questo punto, però, Varrica precisa a Balarm una ricostruzione circolata negli ultimi giorni. «Quattro dei quasi dodici milioni di
euro sono stati persi per una rinuncia formale del Comune, che ha deliberato la revoca di sette interventi.

Per gli altri circa otto milioni, invece, non c'è stata alcuna rinuncia: semplicemente non risultano cantieri conclusi né stati di avanzamento compatibili con le scadenze del Piano. Se cinque interventi su venticinque non arrivano a conclusione può succedere, ma qui parliamo del sessanta per cento delle opere».

Nel dettaglio, le rinunce formali riguardano interventi come gli asili di via Aloi, via Evangelista Di Blasi, via Paruta, l'ex Linus di via Calandrucci, il plesso Di Vittorio e la mensa del plesso Santocanale.

Tra i progetti che il monitoraggio considera invece non più realizzabili nei tempi del Pnrr figurano l'asilo Biondo di via Carmelo Lazzaro, l'asilo di via Altofonte, quello di via Aiace, via Fabio Besta, via Giuseppe Lanza di Scalea e l'ex asilo Alessandra Parisi di Borgo Vecchio.

Proprio su alcune di queste strutture Balarm ne ha scritto durante lo scorso anno, raccontando i ritardi accumulati negli interventi destinati a riportare servizi per l'infanzia in quartieri che ne sono privi da anni. È il caso dell'ex asilo Alessandra Parisi di Borgo Vecchio, chiuso da oltre un decennio, ma anche dell'ex Linus del Cep e di altri edifici per i quali erano stati annunciati progetti di recupero.

Per il deputato regionale - quanto emerso dal monitoraggio è legato anche alle scelte compiute negli ultimi anni- richiama infatti la vicenda dei fondi ex Gescal destinati a sette interventi tra Zen, Sperone e Borgo Nuovo, per circa 47 milioni di euro. «Avevamo
ottenuto la disponibilità della Regione a seguire direttamente quei progetti, alleggerendo gli uffici comunali e consentendo loro di concentrarsi sul Pnrr.

Circa un anno e mezzo fa l'assessore Tamajo rifiutò quell'aiuto, pur ammettendo che gli uffici erano in ritardo. Se quella collaborazione fosse stata accettata, oggi potremmo almeno dire di aver fatto tutto il possibile. Così, invece, la responsabilità politica è enorme».

Dal Comune arriva una diversa ricostruzione. In una nota diffusa dall'assessore alla Pubblica istruzione Aristide Tamajo, Palazzo delle Aquile sottolinea che diversi interventi della Missione 4 sono ancora in corso perché hanno beneficiato della proroga al 31 agosto 2026 concessa dall'Unità di missione del Ministero dell'Istruzione e del Merito.

«L'amministrazione comunale, insieme agli uffici competenti, sta seguendo con il massimo senso di responsabilità l'avanzamento di tutti i progetti - si legge nella nota -. Gli uffici stanno inoltre predisponendo un report puntuale e dettagliato sullo stato di avanzamento di tutti gli interventi, così da offrire un quadro completo e trasparente ed evitare che un tema così delicato possa essere oggetto di letture parziali o strumentalizzazioni politiche».

Secondo il monitoraggio presentato dal Movimento 5 Stelle, tuttavia, la proroga riguarda esclusivamente gli interventi già in corso e non incide sui quindici interventi che il report considera ormai fuori dal perimetro del Pnrr.

Tra i nove cantieri ancora aperti rientrano, fra gli altri, gli asili di via XXVII Maggio allo Sperone, via Laudicina, viale Michelangelo e gli interventi di Casena Rossi, oltre alle mense dei plessi Paulsen e Marvuglia. Sulla vicenda sono intervenute anche la Cgil Palermo e la Flc Cgil, che hanno espresso preoccupazione per il ridimensionamento degli investimenti destinati ai servizi educativi, sottolineando allo stesso tempo le difficoltà operative degli uffici comunali chiamati a gestire contemporaneamente numerosi programmi di finanziamento.

«Palermo non può permettersi di perdere opportunità così importanti mentre continua a registrare una cronica carenza di servizi educativi per la fascia 0-3 anni – continuano Fabio Cirino e Laura Di Martino - Chiediamo all'amministrazione comunale di attivarsi affinché le opere previste possano essere comunque realizzate.

Apprezziamo – concludono i segretari di Flc Cgil Palermo e Cgil Palermo - il grande lavoro svolto dalle poche professionalità presenti negli uffici tecnici preposti che pur con organici ridotti sono riusciti a portare avanti una enorme mole di lavoro».

Il confronto politico arriva mentre Palermo continua a registrare una cronica carenza di servizi per la prima infanzia. Nei mesi scorsi Balarm aveva raccontato le difficoltà legate alla disponibilità degli asili nido comunali e lo stato di diversi edifici destinati ai bambini rimasti inutilizzati per anni.

Secondo i dati elaborati da Istat, Save the Children e Cisl Sicilia, nel capoluogo oltre 14 mila minori vivono in condizioni di vulnerabilità socioeconomica. In questo contesto, la realizzazione degli interventi finanziati dal Pnrr rappresenta uno degli strumenti su cui la città contava per ampliare l'offerta di servizi educativi nei quartieri.
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